Guccini, disco tributo con inedito: “Odio cantare le mie canzoni”.

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Guccini, disco tributo con inedito: “Odio cantare le mie canzoni”.

“Odio cantare e riascoltare le mie canzoni, meglio che lo facciano gli altri”. Parola di Francesco Guccini, ex cantautore – come ormai si definisce – e scrittore a tempo pieno con la pubblicazione del suo nuovo romanzo ‘Tralummescuro’ (edito da Giunti). Ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa”, il poeta anarchico, simbolo della sinistra sessantottina, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalle scene: “Ormai mi ritengo un ex, scrivere è il mestiere che ho sempre sognato da giovane quando facevo il giornalista. Le canzoni? Mi servivano per far colpo sulle ragazze”, ironizza davanti alle telecamere. Eppure quelle canzoni hanno fatto epoca. Lo scorso 15 novembre, infatti, è uscito il primo capitolo di ‘Note di viaggio’, il progetto discografico dedicato ai suoi grandi classici, arrangiati per l’occasione dall’amico Mauro Pagani. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi (‘Stelle’) a Malika Ayane (‘Canzone quasi d’amore’), passando per Ligabue (Incontro’), Elisa (‘Auschwitz’), Samuele Bersani e Luca Carboni (‘Canzone delle osterie di Fuori Porta’), Manuel Agnelli (‘L’avvelenata’), Carmen Consoli (‘Scirocco’), Nina Zilli (‘Tango per due’), Brunori Sas (‘Vorrei’) e Margherita Vicario (‘Noi non ci saremo’).”All’inizio ho pensato a tre o quattro brani da proporre a ciascuno – ha detto Mauro Pagani – ma poi in tanti sono arrivati con la loro proposta, perché le canzoni di Francesco per molti di loro sono state parte della rispettiva formazione musicale”. La copertina dell’album è un’opera realizzata dall’artista Tvboy che rappresenta Guccini e Pagani su una barca, circondati da tutte le voci che hanno messo lo zampino nel progetto discografico. Lo street artist ha realizzato la sua opera la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi di via Paolo Fabbri. “E’ interessante vedere come tanti artisti di generazioni diverse – ha detto Guccini – interpretino a modo loro le mie canzoni. A volte, nel tempo, è sembrato che io avessi scritto solo tre canzoni come ‘Dio è morto’, ‘La locomotiva’ e ‘L’avvelenata’, ma c’è stato molto altro oltre a queste”. Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di ‘Note di viaggio’, del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c’è anche l’inedito ‘Natale a Pavana’ cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese. “Non sono più capace di suonare le mie chitarre che ho messo in un angolo e non tocco mai. Solo qualche volta, con gli amici, mi viene da fare una cantata”.