Andrea Ripa

Lo scandalo concorsi s’allarga I fari del pm su San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Lo scandalo concorsi s’allarga I fari del pm su San Giuseppe Vesuviano

SAN GIUSEPPE VESUVIANO –  Nel giorno in cui il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, il segretario comunale Egizio Lombardi e il consigliere comunale Pasquale Iorio della piccola cittadina alle falde del Vesuvio – tutti in carcere da venerdì mattina – si ritroveranno davanti ai magistrati per l’interrogatorio di garanzia nel tentativo di strappare un provvedimento di scarcerazione dopo le ultime 72 ore passate in una cella del penitenziario di Poggioreale, emergono nuovi dettagli sull’inchiesta per mazzette che ha travolto palazzo Siani. Un sistema riassunto nelle oltre duecento pagine di ordinanza firmate dal gip Vitale. Lo scandalo concorsopoli potrebbe essere ben più ampio di quanto ipotizzato e i controlli effettuati nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine, a Pimonte, città dove Lombardi svolge l’incarico di segretario comunale (unitamente a quello di Sant’Anastasia), potrebbero non essere gli unici. D’altronde i procuratori della Repubblica di Nola avevano annunciato, già nel corso della conferenza stampa, che le indagini sono ancora in corso e che «controlli saranno effettuati anche altrove». Accertamenti sulle procedure concorsuali svolte nel recente passato tra i Comuni di San Giuseppe Vesuviano – dove tra l’altro Lombardi è stato segretario comunale fino alle fine del 2017 prima di trasferirsi nel comune anastasiano – e anche Montepulciano, Cercola, Torre del Greco fino alla provincia di Siena, dove Lombardi avrebbe ricevuto un incarico per “sovrintendere” alle procedure concorsuali. La sua, secondo quanto sostiene la magistratura, unitamente a quella dell’imprenditore Alessandro Montuori, a capo di un’azienda di selezione e concorsi con sede a Salerno, sarebbe una figura chiave nello scandalo portato alla luce dalla magistratura nolana soltanto quattro giorni fa. Una vicenda in continua evoluzione e che potrebbe avere ulteriori risvolti nelle prossime settimane. Migliaia di atti acquisiti nel corso delle ultime settimane sono al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di capire se anche in altre città il “sistema”, che a Sant’Anastasia ha portato al coinvolgimento e all’arresto delle prime cariche istituzionali, sia stato “mutuato” anche in altri Comuni della provincia di Napoli e non solo. Un’inchiesta che è solo alla sua fase iniziale e che rischia di avere un effetto tsunami, qualora dovessero essere accertati altri reati, anche su altre amministrazioni comunali, ora sotto la lente di ingrandimento dei pm nolani.

Intanto a Sant’Anastasia, mentre le forze di minoranza hanno chiesto le dimissioni di tutto il consiglio comunale, la maggioranza a sostegno del primo cittadino s’è chiusa nel silenzio. Nell’attesa che Raffaele Abete, per tutti Lello, insieme al consigliere comunale Pasquale Iorio, possa spiegare e chiarire ai magistrati la sua posizione. Oggi i due, assieme agli altri indagati, saranno ascoltati per l’interrogatorio di garanzia. Il sindaco di Sant’Anastasia rieletto la scorsa estate e il consigliere comunale, in passato suo staffista, sono in carcere da venerdì scorso. In cella anche il segretario comunale Egizio Lombardi e l’imprenditore Alessandro Montuori. Ci sono altri due nomi nell’inchiesta della procura nolana. Sono quelli degli indagati Georgia Biscardi (vincitrice di uno dei concorsi dello scandalo) e Paolo Manna, moglie e marito, sottoposti al divieto di dimora in tutta la regione Campania. Fornillo, guerra agli eco-criminali In arrivo le telecamere anti-rifiuti.