Scafati. Abusivismo a casa Aliberti, sequestrata mezza villa

Adriano Falanga,  

Scafati. Abusivismo a casa Aliberti, sequestrata mezza villa

SCAFATI –  Abusi edilizi, scattano i sigilli a casa Aliberti-Paolino. Ieri mattina la Polizia Municipale ha dato esecuzione ad una ordinanza di sequestro di alcuni locali presso la casa dell’ex sindaco in via Aquino. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore come informativa di reato, in attesa di convalida. Ad eseguire il sequestro i caschi bianchi agli ordini del comandante, tenente colonnello Giovanni Forgione. Le operazioni sono iniziate intorno alle ore 11, quando Aliberti ha varcato la soglia del comando della Polizia Locale in via Melchiade, per la notifica del sequestro. Successivamente gli uomini di Forgione si sono trasferiti in via Aquino, dove vive da sempre Pasquale Aliberti con la moglie, consigliera regionale, Monica Paolino. All’ex sindaco vengono contestati alcuni ampliamenti in difformità al titolo edilizio, oltre a diversi cambi di destinazione d’uso. Lo stesso è stato nominato custode giudiziario dei locali sottoposti a sequestro. Nel dettaglio, Aliberti si sarebbe reso responsabile della costruzione di un locale uso deposito nel seminterrato, di circa 30 mq, mentre al piano rialzato è stato ampliata una terrazza per altri 40 mq. Inoltre, sarebbero diventate unità abitative alcuni locali originariamente destinati ad altri usi, non residenziali. Sul posto non vi sono lavori in corso d’opera e cantieri aperti, a spingere i caschi bianchi alle verifiche un esposto denuncia trasmesso qualche mese fa al comando di via Melchiade. Un primo sopralluogo è stato tentato presso l’abitazione di Aliberti lo scorso 20 novembre. Tentativo vano in quanto nella villetta su due livelli non c’era nessuno.

Successivamente, previo appuntamento telefonico con lo stesso ex sindaco, il 22 novembre sarà effettuato il sopralluogo ad opera dello stesso comandante Forgione, congiuntamente al responsabile dell’Ufficio Tecnico di Palazzo Mayer, l’architetto Antonio D’Amico, e ai geometri Gabriele Aquino e Davide Prota. Un sopralluogo minuzioso e dettagliato, la cui documentazione in questi giorni è stata studiata approfonditamente dai tecnici, confrontando i rilievi effettuati con quanto depositato in Comune. Ieri mattina l’epilogo, quando a Pasquale Aliberti verranno contestati i circa 70 mq di opere ritenute abusive e in difformità con il permesso di costruire n°48 del 2014. All’epoca Aliberti era nel pieno della sua carica sindacale. Non è escluso il ricorso contro il sequestro, per il tramite dell’avvocato Ippolito Matrone. Dopo il sopralluogo del 22 novembre l’ex sindaco si difese tramite la sua pagina social, sostenendo che dietro i controlli edilizi vi fosse una chiara regia politica nei suoi confronti. “Ho avuto ancora un sopralluogo a casa mia da parte della Polizia Municipale. L’ennesimo, dopo quello della Procura nel 2014, su denuncia dei soliti noti amministratori, quelli che in questi anni hanno praticato violenza e odio, gli stessi sentimenti con cui amministrano la città – scriveva l’ex sindaco – l’arma della persecuzione e della tua violenza non può fermare la voce libera di chi continuerà a criticare la vostra incapacità”. E ancora: “Dispiace vedere tecnici che ho conosciuto in questi anni lavorare solo per placare i tuoi sfizi, utilizzare 5 dipendenti comunali con il Comandante della Polizia Municipale per queste operazioni, mentre sono certo che gli stessi avrebbero potuto produrre molto di più nell’interesse della città e degli scafatesi”, la stoccata finale.