Teresa Palmese

Pompei, ombre sui concorsi «La prova ora va annullata»

Teresa Palmese,  

Pompei, ombre sui concorsi «La prova ora va annullata»

POMPEI – «Chiediamo al sindaco di Pompei di procedere, in maniera preventiva e anche nel rispetto dei numerosi candidati che avevano presentato domanda di partecipazione, alla sospensione del concorso finalizzato all’assunzione di tre istruttori tecnici. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, riteniamo opportuno intervenire con il congelamento della prova preselettiva tenutasi nella nostra città il 27 novembre al fine di tutelare anche l’immagine dell’Ente. Abbiamo già redatto un documento ufficiale che protocolleremo nelle prossime ore». Sono i consiglieri di opposizione del Comune di Pompei, Alfonso Conforti e Alberto Robetti, a invocare una sospensione dell’ultimo concorso bandito dai vertici di Palazzo de Fusco – la prova avrebbe dovuto garantire l’individuazione di tre nuovi geometri che avrebbero dovuto assicurare il rilancio dell’ufficio urbanistica – finito al centro dei veleni perché gestito dall’“Agenzia Selezioni e Concorsi”, la società cooperativa di Salerno travolta dal presunto scandalo “concorsopoli” presso il Comune di Sant’Anastasia appena sette giorni fa. Un mercimonio dei concorsi pubblici che, con varie accuse, ha portato in carcere quattro indagati. A partire dal sindaco Lello Abete, dal segretario comunale Egizio Lombardi, che opera anche a Pimonte, fino al consigliere di maggioranza Pasquale Iorio e Alessandro Montuori, rappresentante legale della “Agenzia Selezioni e Concorsi”. «Abbiamo operato nella massima trasparenza. Domani (oggi, ndr) la commissione esaminatrice si riunirà ufficialmente per prendere una decisione.

O meglio, se annullare o meno il concorso bandito dal Comune di Pompei per individuare tre istruttori tecnici, i quali sarebbero stati assunti con contratto a tempo indeterminato e part-time nel giro dei prossimi mesi», la replica del segretario generale dell’Ente, Monica Siani, contattata da Metropolis nel suo ufficio al primo piano di Palazzo de Fusco, unitamente al primo cittadino di Pompei, Pietro Amitrano. «Il bando di gara, di competenza del settore affari generali e finanziari, nella persona del dirigente Eugenio Piscino, prevedeva la possibilità – così come per tutti gli altri bandi d’altronde – di ricorrere alla prova preselettiva laddove fossero pervenute più di 100 domande. Nello specifico, per la prova in questione, ne sono pervenute 197. Da qui la decisione, da parte della commissione esaminatrice, di avvalersi di questa possibilità, che non è obbligatoria appunto, per ridurre i candidati a 40. La società, proprio per maggiori garanzie, è stata individuata sul mercato elettronico a disposizione delle pubbliche amministrazioni», spiega con tono sicuro il segretario generale di Pompei mentre siede dietro la sua scrivania, nella stanza poco distante dal sindaco, dove svolge quotidianamente il ruolo di garante della legalità. «Per una serie di circostanze, i candidati si sono ridotti poi a sei – aggiunge -. Parliamo di circostanze legate al fatto che alla prova si sono poi presentate appena 88 persone, ovvero meno della metà, e alla difficoltà della prova stessa. I test sono stati redatti dall’agenzia individuata e non dal Comune di Pompei proprio per evitare insinuazioni ed eventuali via di uscita delle domande.

La prova è stata dunque composta dalla società esterna all’Ente e devo ammettere che il giorno stesso del test, dove di fatto abbiamo conosciuto il rappresentante legale Montuori, venuto anche in Comune, ci è apparso molto tosto. Peraltro era prevista anche una penalità di -0,30 per ogni risposta errata, di qui si è arrivata ad appena 6 candidati idonei. Il giorno del test era presente la commissione esaminatrice (composta anche da Vincenzo Ferraioli, Gianfranco Marino e Pasquale Cirillo, rispettivamente dirigenti dei settori urbanistica e lavori pubblici, oltre al funzionario amministrativo, ndr) e tutto è avvenuto nella massima trasparenza. C’era anche Montuori e un rappresentante del Santuario. Da parte nostra resta ora da valutare se annullare o meno il concorso, che naturalmente potrebbe portare a un ricorso dei sei idonei, o nel frattempo congelare la prova degli scritti di gennaio, prevista appunto in tempi stretti proprio alla luce di appena sei candidati idonei. Di sicuro, come può vedere sulla mia scrivania, abbiamo già recuperato verbali, domande di partecipazione e richieste di accesso agli atti. E dirò di più, quando s’è trattato di discutere di punteggi e medie della prova, ho chiesto espressamente contatti esclusivi con la mia persona, tutti avvenuti secondo i canali ufficiali del Comune. I test sono stati affidati alla società soprattutto per una questione logistica, alla luce dei tempi lunghi previsti per l’organizzazione di tre batterie di test». L’Ente di Pompei sarebbe dunque estraneo all’ultima bufera che ha travolto l’amministrazione di Sant’Anastasia, che aveva demandato per affidamento diretto la responsabilità della gestione automatizzata della prova preselettiva dei concorsi alla stessa azienda contatta dal Municipio della città degli Scavi. Era la figura di Montuori – secondo i pm della Procuradi Nola – ad alterare l’esito delle prove, favorendo i soggetti individuati dal sindaco Lello Abete e contattati dal consigliere Pasquale Iorio.