Ciro Formisano

Torre Annunziata, ucciso per uno schiaffo. Ergastolo al boss Gionta

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, ucciso per uno schiaffo. Ergastolo al boss Gionta

TORRE ANNUNZIATA – Aldo Gionta, figlio del padrino Valentino, il boss poeta ed ex latitante, è stato il mandante dell’omicidio di Natale Scarpa, ras del clan Gallo-Cavalieri ucciso la vigilia di Ferragosto del 2006 a Torre Annunziata, nei pressi dello stadio Giraud. E’ quanto hanno stabilito i giudici della Corte d’Appello di Napoli che ribaltando la sentenza di assoluzione incassata in primo grado hanno condannato il rampollo di Palazzo Fienga al carcere a vita. Ergastolo per il boss e anche per Giuseppe Coppola, l’uomo che avrebbe segnalato ai killer la presenza della vittima. Secondo l’accusa Aldo Gionta avrebbe armato la mano dei killer al servizio del clan per vendicare uno schiaffo che Scarpa avrebbe rifilato al figlio, Valentino Gionta junior, l’ultimo erede della dinastia criminale specializzata in spaccio di droga ed estorsioni. Condanne perfettamente in linea con le richieste di pena formulate, nella precedente udienza (a fine novembre) dal pubblico ministero.

A inchiodare gli imputati e in particolare il boss sarebbero state le rivelazioni, rese durante il processo, da diversi collaboratori di giustizia un tempo vicini alla cosca. Pentiti che hanno ribadito di aver saputo dallo stesso Gionta che il delitto rappresentava la vendetta del capoclan per l’aggressione subita da suo figlio qualche tempo prima del massacro. Una sentenza che riscrive la storia di un delitto commesso 13 anni fa. Per la precisione il 14 agosto del 2006. Due killer in sella a una moto di grossa cilindrata sbucano dal nulla. Si avvicinano a Scarpa, 73enne ritenuto figura di spicco del clan Gallo-Cavalieri. Quello seduto dietro si alza e comincia a sparare all’impazzata. Nove colpi vanno a segno. Per la vittima non c’è niente da fare. Le prime indagini conducono subito alla pista della guerra di camorra.

In quegli anni a Torre Annunziata si ammazza praticamente ogni mese. E il clan Gionta, assieme ai Birra di Ercolano e ai Chierchia sta provando a mettere al tappeto i suoi nemici per creare una nuova federazione criminale pronta a dettare legge lungo tutta la costiera vesuviana. Per svelare le trame di quel delitto – tra omertà e silenzi – ci vorranno però quasi 10 anni. Grazie ai racconti dei collaboratori di giustizia l’Antimafia mette insieme tutti i tasselli del mosaico investigativo. E viene fuori che Scarpa non è stato ucciso per affari criminali, ma per uno sfregio. Come confermato dai vari processi di questi anni, infatti, il 73enne avrebbe pagato con la vita il fatto di aver schiaffeggiato Valentino Gionta junior, figlio del boss Aldo Gionta. Il motivo? Il rampollo di Palazzo Fienga gli avrebbe tirato addosso delle uova marce. Da qui l’ipotesi che a ordinare il massacro sia stato proprio Aldo Gionta. Il boss poeta viene assolto in primo grado nel processo con rito abbreviato. Ma la procura presenta ricorso. E ieri è arrivata la condanna al carcere a vita per il boss poeta di Torre Annunziata.