Salvatore Dare

Meta, turista stuprata in hotel. Condannati i 5 imputati

Salvatore Dare,  

Meta, turista stuprata in hotel. Condannati i 5 imputati

META – Tutti condannati, come chiesto dalla Procura di Torre Annunziata. I cinque ex dipendenti del Mar hotel Alimuri di Meta, Antonino Miniero, Davide Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio e Ciro Francesco D’Antonio, a un anno e mezzo dal loro arresto, vengono giudicati colpevoli di violenza sessuale: per i magistrati del Tribunale di Torre Annunziata, nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2016, violentarono una turista inglese che soggiornava nell’albergo. E, stando alle accuse, gli stupri si consumarono dopo che alla donna fu somministrata la cosiddetta “droga dello stupro”. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Francesco Todisco, a latere Emanuela Cozzitorto e Riccardo Sena) hanno inflitto nove anni di reclusione a Gargiulo, otto a Miniero e De Virgilio, sette a D’Antonio e quattro a Regio.

La Procura aveva chiesto nove anni a testa. Dopo la lettura del dispositivo, pianti e rabbia degli imputati e dei parenti tanto che i carabinieri hanno preferito che i magistrati lasciassero il palazzo di giustizia da un’uscita di servizio con i militari pronti ad accompagnarli per evitare problemi. Gli avvocati che difendono i cinque condannati attendono il deposito delle motivazioni entro il termine di 90 giorni e hanno già preannunciato che presenteranno ricorso innanzi alla Corte d’Appello di Napoli. Gli ex dipendenti dell’albergo – tutti ragazzi originari di Vico Equense, Torre del Greco, Portici e Massa Lubrense – restano agli arresti domiciliari. Il processo si basa sulla ricostruzione di ciò che avvenne nella notte tra il 6 e il 7 ottobre del 2016. Per la Procura di Torre Annunziata, la donna, Anna (nome di fantasia per tutelare la privacy, ndr), venne stuprata in due distinti momenti. Prima nelle vicinanze della Spa, poi nell’alloggio del personale, situato in un immobile indipendente dall’hotel. Stando alle accuse, dopo le prime violenze, la donna fu condotta in una stanza dove ci furono altri rapporti. Per la Procura, ad Anna venne somministrata “droga dello stupro” sciogliendo le sostanze nei drink che le furono serviti al bar dell’albergo così come afferma la consulenza di parte. Le indagini – coordinate dal sostituto procuratore Mariangela Magariello e svolte dai poliziotti del commissariato di Sorrento – arrivarono alla svolta quando all’alba del 14 maggio dell’anno scorso i cinque imputati finirono in carcere. Che, dal loro canto, hanno sempre affermato che i rapporti furono consenzienti e che non usarono droga mentre i loro legali hanno evidenziato che nelle indagini non vennero rinvenuti stupefacenti né si parlò di droga nella chat di gruppo “Cattive abitudini” dove gli ex dipendenti dell’hotel, per l’accusa, si scambiarono foto di quella notte.

Di recente era stata depositata anche la super perizia del consulente nominato dal Tribunale. Secondo la tossicologa forense Sabina Strano Rossi è improbabile che alla donna fossero state somministrate droghe o sostanze psicotrope. Motivo? La consulente ha ripetuto le analisi delle urine di Anna utilizzando il campione prelevato alla donna in Inghilterra. Ebbene, Strano Rossi evidenzia che è stato rinvenuto solo il metabolita dell’etanolo. Assenti tracce riconducibili a “droga dello stupro” o sostanze psicotrope. Ciò, a detta della tossicologa, conferma solo che Anna assunse alcolici in un periodo compreso tra le 12 e le 72 ore precedenti al prelievo effettuato in Inghilterra e, quindi, in un arco temporale che coincide con la notte incriminata. Ma non si può stabilire il quantitativo di sostanze alcoliche ingerite né l’ora dell’assunzione. I giudici, però, a dispetto delle conclusioni difensive, ritengono colpevoli i cinque imputati accogliendo la tesi della Procura. Dopo le motivazioni, ci sarà il processo bis.