Giovanna Salvati

Bombe, stese e raid di fuoco. L’incubo Torre Annunziata arriva in Senato

Giovanna Salvati,  

Bombe, stese e raid di fuoco. L’incubo Torre Annunziata arriva in Senato

TORRE ANNUNZIATA –  «Basta annunci. Per superare e per far fronte a questa emergenza sicurezza i cittadini vogliono risposte serie e concrete». Inizia così l’interrogazione parlamentare che è stata presentata nei giorni scorsi al Governo centrale. E ora, il caso Torre Annunziata, diventa una priorità. Una lunga lista di interrogativi, i fari puntati su iniziative promesse e mai mantenute e di annunci, anche da parte dall’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Ascione, non ancora realizzati. E così ad alzare la voce sono i rappresentanti del territorio. «Vogliamo sapere lo stato di realizzazione del progetto di 700 mila euro per ampliare il sistema di videosorveglianza – si legge nell’interrogazione – , così come siglato nel patto per l’attuazione della sicurezza urbana: 85 nuove telecamere. Chiediamo se concretamente sono state avviate le indagini tecniche preliminari alla assegnazione del bene confiscato di Palazzo Fienga, annunciato sia dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e sia dal Direttore dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati, con l’obiettivo di trasformarlo in un presidio delle forze dell’ordine e della legalità. In particolare si chiede i tempi previsti e le risorse destinate». I parlamentari fanno poi una precisa richiesta al Ministro e in particolare chiedono «quale sia la reale capacità di sorveglianza del territorio e quali siano le dotazioni di risorse delle forze dell’ordine anche della Polizia Locale». Un problema però, quest’ultimo, che più volte era stato sollevato con la richiesta di rafforzare i presidi di polizia, sempre più spesso costretti a lavorare con poco personale o senza mezzi.

Ma se da una parte il problema resta quello della criminalità sul fronte opposto invece quello dei mancati investimenti in iniziative sociali. «Vogliamo sapere se sono state avviate azioni per favorire le politiche culturali attive per i minori – si legge ancora – quali siano le linee di azione e come siano state sviluppate nel nostro Comune. Se sono state intraprese azioni per la prevenzione del degrado, della violenza e della illegalità in particolare per i minori e le famiglie a rischio. Quante sono le famiglie a rischio che sono seguite attivamente dalle politiche sociali e se sono destinate risorse adeguate». Ma i cittadini attraverso i parlamentari chiedono anche un bilancio dei primi sei mesi dell’Osservatorio permanente sulla Legalità, le azioni messe in campo per favorire la prospettiva di lavoro per i giovani della nostra Città». Una serie di richieste che dovrebbero rappresentare già una priorità per l’amministrazione comunale come quella di capire se sono stati messi in campo progetti socialmente utili per i duemila cittadini di Torre Annunziata che hanno percepito il reddito di cittadinanza». Inoltre «se sono stati avviati protocolli di intesa tra le forze dell’ordine e il Fai – la Federazione della Associazioni  Antiracket e antiusura italiane – al fine di scoraggiare con azioni preventive e distintive le attività commerciali e produttive aderenti». Infine viene posta anche l’attenzione sui progetti europei: la comunità europea ha infatti, in più occasioni, stanziato un borsellino che avrebbe potuto consentire alla città di Torre Annunziata di attingere a fondi da investire in termini di sicurezza» Ritorna poi sotto i riflettori anche lo staff del sindaco «chiediamo cosa lo “staff tecnico” del sindaco, appositamente assunto dal Comune, abbia o meno i requisiti minimi richiesti per la redazione di progetti per fondi europei diretti e,o indiretti». Insomma una serie di interrogativi sollevati da un gruppo di cittadini, presentato prima ai rappresentati politici parlamentari locali e infine al Governo centrale dal quale ora attendono delle risposte.