Gli operai vincenti del calcio. La favola Real Rovigliano

Redazione,  

Come in tutte le squadre del mondo, dilettanti o non, chi si esclude per la partitella del giovedì si autoesclude anche per la domenica. Per vincere servono adrenalina, passione e il demone del calcio nella testa, come predicano l’allenatore Peppe Caraviello (34 anni con un passato nell’under 19 della nazionale italiana) e il capitano Bonaventura Conò e il veterano Alessandro Dati, 38 anni e leader della difesa. Alfredo Albergatore è forse il primo presidente operaio del calcio campano (ex bandiera dello Striano e nipote del leggendario Serino Albergatore del Savoia, che negli anni ’50 scappava con le donne e poi tornava in campo nel secondo tempo segnando tanti gol). Non è un magnate e per finanziare la squadra deve fare gli straordinari come macchinista nei silos del grano e accaparrarsi qualche sponsor. Il vice-presidente Luca Romano, avvocato civilista ed ex mediano, vorrebbe giocare su un campo comunale, perché il fitto dello stadio Parlati a Torre del Greco si mangia tutto il budget societario. Sei anni fa ha organizzato una piccola cordata (di cui fanno parte gli altri dirigenti Domenico Carotenuto e Alberto Bergamasco) per il grande passo nel dilettantismo. Prima del loro ingresso il Rovigliano era uno spogliatoio di banditi scortati dalla polizia con cinque sei squalificati a vita, mentre oggi è una squadra che veleggia al primo posto con 7 vittorie, un pareggio e 22 punti in classifica, grazie anche al patrimonio umano lasciato dall’ex trainer Michele Marano (due finali sfortunate in due anni). Il fortissimo Real Rovigliano non è una semplice squadra, ma un’esperienza comune tra persone che vivono contesti diversi e sono amici per la pelle. Il centravanti Massimo Carlucci, 18 reti in due anni, ha la carnagione scura da maghrebino: fin da bambino lo chiamano Masù come il ragazzo senegalese che vendeva fazzoletti a Torre Annunziata negli anni ’90. Il vero colored della squadra è Saidi Sainey: il suo permesso di soggiorno è stato appena rinnovato ma per giocare gli serve il certificato di residenza. Uno dei paradossi di questa storia: negli anni ’70 il campetto della Deriver di Rovigliano era un’arena e ai tornei amatoriali c’era più gente delle partite vere. Con la delocalizzazione di Ilva, Italtubi, Fervet e Lepetit è scomparso anche il calcio e il quartiere più popoloso di Torre Annunziata sulla striscia di confine con Castellammare è ormai conosciuto solo per il celebre scoglio risalente al mesozoico (e sui cui, narra la leggenda, Ulisse costruì la sua dimora). Il neo acquisto Umberto Perna giocava nei baby del Torino, il terzino Pasquale Evacuo fa il cameriere possibilmente di giorno, il jolly Sebastian Villani si è appena laureato e farà l’ingegnere come il mediano Rosario Cascone e il preparatore dei portieri Gabriele Caiazzo, che progetta automobili per la Fiat ed è stato concorrente del reality Temptation Island. Gli avvocati Enzo Barco e Guglielmo Cuomo (giocatore e dirigente) fanno i difensori anche in mezzo al campo, pazienza se ogni tanto arriva qualche acciacco, tanto il difesa c’è il fisioterapista Luigi Monteleone, che in allenamento colpisce e guarisce. Il quarantenne Carlo Mellone corre come “centopolmoni” Nicola Ruocco, una vita da mediano, gli under 18 Fabio Borriello, Mario Albergatore e Antonio Parisi quest’anno potrebbero ritrovarsi come commissario all’esame di maturità il centrocampista Christian Bisogni, prof di matematica, compagno di squadra. Gli altri under sono Davide Borriello, futuro medico e il 17enne Giovanni Barbera, figlio dell’ex bomber del Savoia, convertito al ruolo di portiere come il titolare Vittorio Del Gaudio e Carlo Tufano, leader dello spogliatoio tipo Buffon nella Juve. Carmine Immobile invece è diventato difensore dopo aver fatto da sparring partner al cuginetto Ciro, bomber della Lazio. Davide Donadio, Maurizio Di Capua, Achille Martorano e Pio Di Maio (manager della Di Maio/Flex), siedono dietro le loro scrivanie in giacca, cravatta e borsone incorporato, belli pronti e scattanti per l’allenamento delle 20 e 30. Domenica si gioca a Gragnano contro il Lettere, altra formazione senza campo (a Natale diventa parcheggio comunale). Tra un mese il big match contro il Nuceria, secondo a due punti. E sale l’adrenalina.