Giovanna Salvati

Rimosse le edicole storiche. Addio ai presidi di cultura

Giovanna Salvati,  

Rimosse le edicole storiche. Addio ai presidi di cultura

La ruspa si avvicina all’edicola in corso Umberto I. Aggancia il gabbiotto e lo estrae dal marciapiede. Lo sposta dalla strada al furgone e va via. Meno di sessanta secondi per cancellare la storia di Torre Annunziata. Solo un minuto per eliminare il simbolo della cultura in pieno centro. E’ finita così una storia lunga 65 anni. L’edicola Belfiore da ieri alle 14 è solo un ricordo sbiadito in qualche foto, nel ricordo dei cittadini e dei nostalgici che ieri, mentre la struttura veniva rimossa, avevano gli occhi velati. «Ci dispiace e anche tanto – rac- conta un commerciante – era un pezzo di storia della nostra città, come quella di via Plinio e quella in piazza Santa Teresa, ma ormai sono solo ricordi». Per oltre 65 anni l’edicola storia è stata in quel punto, passata in gestione da nonno, figlio e nipote che proprio ieri era presente alle operazioni di smantellamento. «Purtroppo i tempi sono cambiati – ha commentato Pasquale – e la crisi non è stata facile da gestire, io prenderò un’altra strada. Certo, c’è amarezza ma non c’è stata altra scelta». L’attività di edicolante è una di quelle che a Torre Annunziata, come in altre città, purtroppo non è più redditizia. Un settore in crisi che puntualmente però cancella i presidi di legalità e cultura. Nella città in cui la camorra sta provando ad alzare la testa, nella città dove continuano gli incendi alle autovetture, i roghi contro le attività commerciali e le bombe carta piazzate davanti alle abitazioni, le edicole rappresentavano l’unico presidio di cultura e legalità. «L’edicola è stata rimossa perchè ormai chiusa – spiega il dirigente dell’ufficio tecnico l’ingegnere Nunzio Ariano – anch’io sono di Torre Annunziata e ovviamente non è stato piacevole assistere alle operazioni di smantellamento, ma la rimozione è stata necessaria come lo sarà anche per le altre, perchè dismesse. L’unico lato positivo è nell’aver ricavato uno spazio libero, un marciapiede più libero in quel punto e che magari potrà diventare un punto di incontro per i pedoni».

La rimozione è stata eseguita da una ditta incaricata dal Comune e con l’assistenza dei vigili del comando di piazza Nicotera. Ma l’edicola di Belfiore non sarà però l’unica e nemmeno l’ultima, anzi. Nei prossimi giorni sarà rimossa anche quella di corso Vittorio Emanuele III, di fronte piazza Cesàro, dove un’altra famiglia ha gestito per oltre sessant’anni un’altra edicola. Si tratta della famiglia Vanacore. A giugno la chiusura dell’edicola e tra qualche  settimana la rimozione definitiva. Un altro pezzo di marciapiede che viene consegnato ai cittadini ma un pezzo di cultura che scompare. Nonostante il tentativo poi dei vecchi gestori di cedere le attività, tutto è stato inutile. Nessuno ha voluto un’eredità di certo complicata ma non per questo impossibile. L’era dei social ha messo in crisi un intero settore economicamente ma anche quelli che dovrebbero essere i pilastri: leggere, nutrirsi di cultura per battere il male del secolo, l’ignoranza.