Gaetano Angellotti

Sara, il giudice ordina la riesumazione. Tre medici indagati

Gaetano Angellotti,  

Sara, il giudice ordina la riesumazione. Tre medici indagati

L’inchiesta sulla morte di Sara Aiello non solo andrà avanti, ma coinvolgerà altri due indagati, due medici, che potrebbero aver avuto un ruolo nel decesso sospetto della 36enne. E per chiarire – o quanto meno tentare di farlo – i tanti, troppi dubbi sulla vicenda, verrà riesumata la salma della giovane mamma originaria di Pimonte. E sarà effettuata l’autopsia sui resti, a oltre quattro anni e mezzo dalla sua scomparsa.Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Emma Aufieri del Tribunale di Torre Annunziata, che al termine di una camera di consiglio durata oltre sette ore, nella serata di ieri, ha reso nota la propria decisione. Ribaltando completamente le conclusioni (parziali) a cui era pervenuta la procura oplontina. Che, a firma del sostituto procuratore Alessandra Riccio (subentrata nel corso delle indagini alla collega Andreana Ambrosino)aveva invece presentato la richiesta di archiviazione, ritenendo che quella consumatasi la notte tra il 2 e il 3 giugno del 2015 nella casa coniugale di Pompei, fosse stata una tragica fatalità. Di avviso opposto la famiglia originaria di Sara, che ha sempre chiesto che venisse fatta luce su una vicenda dai molti punti oscuri. A partire dallo strano comportamento del marito di Sara, Massimo Marano, e del neurologo che l’aveva visitata due giorni prima del decesso, Salvatore Striano, suggerendo all’uomo, in caso di crisi, di effettuare un video con il cellulare per addivenire a una diagnosi più precisa sui disturbi da cui da qualche tempo la 36enne era affetta. In quel video, il marito in pratica aveva filmato gli ultimi istanti di vita della moglie, per poi registrare anche un colloquio col medico Striano, pochi giorni dopo la tragedia. Sulla sfondo, tanti punti oscuri, a partire proprio da quei malori che solo pochi mesi prima della morte avevano iniziato a colpire Sara; per arrivare alla prescrizione di un farmaco, in particolare, che avrebbe dovuto esserle d’aiuto per quelle che sembravano crisi epilettiche. Ad oggi, come hanno evidenziato gli avvocati della famiglia di Sara – i penalisti Danilo Di Maio e Paolo Florio coadiuvati dal criminologo Felice Forgione – non è ancora chiaro chi abbia prescritto quel farmaco. Ed è forse per chiarire questo aspetto che il gip ha disposto l’iscrizione nel registro delle notizie di reato di altri due nomi, quelli di due dottori – un medico di base e un cardiologo – che nei mesi precedenti la tragedia avevano avuto modo di visitare Sara. I familiari di Sara, a partire dall’anziano padre (la madre è venuta a mancare la scorsa estate) hanno chiesto con forza, anche davanti alle telecamere di Chi l’ha visto? che a più riprese si è occupata del caso, che la salma della 36enne venisse riesumata per effettuare gli esami autoptici, mai svolti in precedenza. Richiesta, anche questa accolta dal gip, a dispetto di due perizie fornite alla procura da consulenti che avevano concluso invece per l’impossibilità, a distanza di tanto tempo, di addivenire a qualsiasi conclusione utile.«Si tratta di una decisione che auspicavamo – commenta a caldo Raffaele Aiello, uno dei fratelli di Sara – perché eravamo convinti che si potesse e si possa ancora fare di più per accertare la verità sulla morte di nostra sorella. Non stiamo andando a caccia di colpevoli a tutti i costi, ma soltanto della verità. Qualunque essa sia».