A Christmas Carol d’oggi

Raffaele Vitolo,  

A Christmas Carol d’oggi

C’era una volta non poi così lontana, in un angolo di mondo, un paesino carino dove tutti erano allegri e socievoli, sempre pronti ad aiutarsi gli uni con gli altri. Tra questi abitanti così perfetti viveva una perfetta signora: aveva un gusto straordinario nel vestire alla moda, un marito fedele, rispettoso e rispettabile, due figli educati e amabili, una dimora grandissima e molto lussuosa e un gruppo di amiche, altrettanto per bene, con cui passare momenti indimenticabili. La sera della vigilia di Natale, come ogni anno, la nobildonna apriva le porte della sua casa ad amici e parenti. Durante la ricca cena, la donna sfoggiò i suoi abiti e i suoi gioielli più preziosi, per far capire agli ospiti la sua immensa importanza. Mentre gli ospiti cenavano, la signora presentò i suoi perfettissimi figli e raccontò a tutti dei loro successi. Finita la cena, come da tradizione, la signora cominciò a prepararsi per seguire la Santa Messa in cui si aspettava il Natale. Quell’anno però qualcosa andò storto: nessuno l’aveva aspettata, né il marito, né i figli, figurarsi le amiche. La signora si ritrovò, così, ad andare a messa completamente da sola. Visto che il tratto da percorrere era molto lungo, la signora decise di percorrere una strada differente da quella abituale. Mentre camminava lungo i viottoli poco illuminati del suo paese, un uomo trasandato, vestito unicamente con uno straccio, la fermò chiedendo: «Signora, ha per caso qualche monetina? Vorrei mangiare qualcosa almeno oggi». La signora squadrandolo da capo a piedi, riuscì soltanto a borbottare qualche commento spregevole e a voltare le spalle al poverino. Andando sempre più avanti, arrivò davanti ad un bar, c’erano ragazze e ragazzi che trascorrevano la vigilia della festa in allegria. Fuori dal locale c’erano due ragazzi che si baciavano. La signora, avvicinandosi sempre di più ai due innamorati, disse in tono indignato: «Ma lo sapete che voi andate contro natura? Quello che fate è peccato, vergognatevi. Veramente non so cosa sta succedendo a questo dannato paese! Gli ospedali sono ancora aperti, curatevi ragazzi miei». I due ragazzi, completamente increduli, decisero di non rispondere e di rimanere in silenzio. A questo punto, la signora proseguì sempre più indignata. Erano le undici precise, la donna riusciva a percepire il rintocco delle campane in lontananza: quel suono così soave la sollevò, le fece capire che era quasi arrivata alla meta. Dopo qualche altro metro, percorso alla luce soffusa dei lampioni, la nobildonna arrivò in chiesa. Una volta entrata, si accorse che la chiesa era gremita e l’unico posto libero era accanto ad una donna di colore. La signora appena la vide fece un’espressione di disgusto, avrebbe evitato volentieri di sedersi, ma era troppo stanca per seguire la messa alzata. Facendosi coraggio, la nobildonna si sedette accanto alla donna di colore, senza nemmeno salutare o chiedere se potesse sedersi lì. Ma, prima che la messa iniziasse, la stilosa donna, cominciò a dire ad alta voce: «C’è un odore di sporco, probabilmente qualcuno non si è lavato, non crede?». La donna di colore, rimase in silenzio, ignorando l’irritante affermazione. Durante il sermone, il buon prete cercò di indirizzare tutte le persone presenti verso una strada migliore, ad aiutare i bisognosi, accettare ogni tipo di diversità e, infine, consigliò di rimanere sempre umili. La donna udendo queste parole, uscì dalla chiesa, senza voltarsi mai: quelle parole non la toccarono. Era passata la mezzanotte, la signora era molto stanca e piuttosto agitata, iniziava a girarle la testa e all’improvviso perse conoscenza e cadde rovinosamente per terra. Qualche ora dopo, la ricca signora si svegliò in un letto di ospedale, ed era circondata da estranei. Guardandoli attentamente, però, la signora notò qualcosa di familiare in ogni singolo volto. Dopo un attimo di confusione, la donna riconobbe al suo capezzale il povero che le aveva chiesto delle monete, i due fidanzatini che aveva offeso fuori il locale e la donna di colore che aveva incontrato in chiesa. La malata, confusa, cominciò a tartassare i presenti di domande e il medico di turno le rispose semplicemente che quelle erano le persone che l’avevano aiutata chiamando l’ambulanza. La signora guardò in silenzio i suoi salvatori e dopo poco scoppiò in un pianto liberatorio: era così grata a quelle persone. Quando fu dimessa non c’era nessuno dei suoi perfetti familiari, né delle sue care amiche ad accompagnarla a casa, ma solo i suoi salvatori. Qui, tutta sola, capì che aveva vissuto una vita di pregiudizi e di sbagli perché a volte capita che a darti una mano sono proprio le persone più in difficoltà. Dopo quel giorno, la ricca signora decise di trasferirsi in una casa più umile, di regalare i suoi gioielli e i suoi vestiti ai più poveri, ma soprattutto decise di dare inizio ad una nuova tradizione di Natale: ogni anno, durante la vigilia di Natale, la donna avrebbe dato una festa in onore dei suoi nuovi amici, in onore di tutte quelle persone che con il loro essere diversi rendono il mondo pieno di colori e di allegria, comprendendo per la prima volta il valore più importante del Natale: la solidarietà.