Tiziano Valle

Castellammare, brindisi selvaggio. Tre minori in coma etilico

Tiziano Valle,  

Castellammare, brindisi selvaggio. Tre minori in coma etilico

Tre minorenni costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale San Leonardo, molti di più tornati a casa ubriachi. Non è il bilancio di una serata in discoteca, ma dello struscio natalizio che ormai si sta trasformando in una gara a chi alza di più il gomito, con la complicità di attività commerciali che non si fanno scrupoli a vendere alcolici e superalcolici a giovanissimi. L’ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Cimmino è un flop, perché alla vigilia di Natale i controlli sono stati pressoché inesistenti forse anche a causa della difficoltà di presidiare i numerosissimi bar e locali che hanno la possibilità di vendere bottiglie su tutto il territorio comunale. Il brindisi selvaggio ha caratterizzato il Natale appena passato a Castellammare di Stabia. Le immagini parlano chiaro: bottiglie e bicchieri lasciati ovunque, sulla cassa armonica e sulle panchine in villa comunale, tra le aiuole e ai margini dei marciapiedi. Segno che nessuno ha rinunciato al brindisi, soprattutto i giovani. E anche che la lotta contro l’inciviltà è un percorso ancora  lunghissimo, a causa dei tanti, troppi, che non si fanno scrupoli a lasciare rifiuti ovunque. Il dato più allarmante però è quello che riguarda i minorenni che fanno abuso di alcol. Tre ragazzini, due quattordicenni e un quindicenne, sono stati costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale San Leonardo. Dopo aver bevuto troppo si sono sentiti male, hanno perso i sensi e i medici hanno dovuto faticare non poco per rianimarli. Altri invece sono rientrati a casa in condizioni pietose, a tal punto che alcune mamme hanno lanciato un vero e proprio appello pubblico in vista dello struscio di Capodanno. «A chi ha visto, a chi ha saputo, a chi pensa che si esagera, a chi è convinto che i propri figli non farebbero mai una cosa del genere, a chi figli non ne ha ma si ritiene una persona civile, a chi ha voglia di aprire gli occhi e a chi dice che è sempre stato così. No non è sempre stato così, anche noi genitori di adolescenti del 2020 siamo stati ragazzi ma non festeggiavamo con litri di birra, vini ad alto tasso alcolico e champagne costosissimi e, soprattutto, mai e poi mai ci avrebbe sfiorato l’idea di farlo alla vigilia di Natale violando la sacralità del momento – questo il testo fatto circolare sulle varie chat dei genitori dei minori che frequentano le scuole cittadine – Il lato bello: le principali strade di Castellammare sono state invase da una fiumana di ragazzi che in allegria si intrattenevano scambiandosi gli auguri e rivelando la solarità che da sempre contraddistingue gli stabiesi. Il lato brutto: alle ore 19 al posto della brulicante e vivace confusione di giovani, centinaia e centinaia di bottiglie vuote di alcolici lasciate in ogni dove e ragazzi barcollanti o addirittura ricoverati in coma etilico. Scusate ma noi adulti dove eravamo? Dove era quella gran fetta di società civile che per un’allerta meteo si mette in moto e fa vibrare i social? Dove erano le istituzioni? E, soprattutto, come è possibile che in ogni e dico ogni esercizio commerciale siano stati venduti alcolici e superalcolici a ragazzi dai 13 ai 17 anni?».

Infine l’appello: «Per favore se ci tieni ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, ai ragazzi del domani intervieni e rendi virale questo messaggio. Il 31 dicembre, a Castellammare, vogliamo vedere l’allegria della festa ma anche il controllo delle istituzioni. Il 31 dicembre dì di non bere, alza il tuo grido e con- trolla anche tu che non vengano venduti alcolici ai minorenni». Un sostegno necessario all’atti- vità che può mettere in campo l’amministrazione comunale, perché la sola ordinanza che minaccia multe fino a 500 euro ai trasgressori purtroppo non basta a dissuadere chi dovrebbe comprendere che vendere una bottiglia a un minorenne può essere pericoloso.