Giovanna Salvati

Droga, torna di moda l’eroina. A Torre Annunziata venti morti di overdose

Giovanna Salvati,  

Droga, torna di moda l’eroina. A Torre Annunziata venti morti di overdose

TORRE ANNUNZIATA – Venti morti per overdose in un anno. Venti tossicodipendenti morti dopo essersi iniettati eroina nelle vene. L’immagine della sedia vuota, l’uomo rannicchiato sul pavimento, intorno solo degrado e rifiuti è l’immagine che resta nella mente e difficilmente va via. Era maggio dello scorso anno quando un corpo gelido fu trovato, abbandonato in un gabbiotto all’interno del porto di Torre Annunziata. Un uomo morto, un pregiudicato. Un sorvegliato speciale di Gragnano venuto a Torre Annunziata per una dose di eroina. Si è iniettato il veleno nelle vene, come faceva ormai una volta a settimana, poi si è accasciato al suolo ed è morto. Sul pavimento siringhe, aghi, lacci. Un tappeto mortale che ha ospitato, e ancora ospita decine di tossici che non rinunciano alle dosi e che si danno appuntamento il quel buco. Una storia orribile davanti alla quale bisognerebbe fermarsi un attimo e riflettere. Riflettere su un dramma che fonde insieme il degrado sociale e urbanistico, che crea buchi neri dentro i quali ci si perde con enorme facilità. E quel fenomeno che oggi è tornato di moda come negli anni Ottanta: l’eroina.

Era ed è l’unica droga che costa meno delle altre, un veleno che si trova per pochi euro, che viene venduto da pusher sempre più giovani. In un anno sono centinaia le dosi che le forze dell’ordine hanno sequestrato, un business nascosto tra carichi di marijuana e cocaina ma che aveva già fatto scattare l’allarme qualche mese fa. Poi i primi morti: decine quelli accertati per cause legate alle dosi di eroina tanto da far scattare l’allarme. Ma nonostante tutto in città si continua a morire nell’indifferenza di tanti, nonostante l’impegno delle associazioni e dei sert. Molti sono giovanissimi: la fascia di età si è infatti abbassata, seppur i maggiori consumatori di eroina restano persone dai 40 ai 50 anni. Una dose assunta nella maggior parte dei casi per strada, in luoghi abbandonati, in strutture che diventano accoglienza e quartier generale per i tossicodipendenti. Proprio come il gabbiotto all’interno del porto di Torre Annunziata dove però resta ancora il degrado e continua ad essere un ritrovo per i tossicodipendenti. Erano stati gli stessi pescatori a lanciare un appello «Qui si vengono a bucare tutti. Scavalcano il cancello, consumano la dose e poi li vedi come zombie camminare lungo la strada». Un allarme che era già stato lanciato diversi anni fa. «Siamo a sette morti», dice il pescatore.  Tutti nello stesso punto, nello stesso stanzino. Lo Stato è proprietario dell’area ma non ha mai pensato a come recuperarlo. Nonostante infatti i morti, l’area resta ancora un tugurio, un ritrovo per tossici, per chi cerca un posto dove bucarsi, lontano dagli sguardi, lontano da tutti. Un posto dove in molti decidono di lasciarsi andare, in silenzio, nell’indifferenza. Un posto dove incontrare la morte.