Giovanna Salvati

Torre Annunziata, sei colpi nella serranda. Torna l’incubo racket

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, sei colpi nella serranda. Torna l’incubo racket

TORRE ANNUNZIATA –  Sei colpi contro la serranda di un negozio e torna la paura a Torre Annunziata. Una stesa, l’ennesima, la prima dall’inizio del nuovo anno. Un episodio che si aggiunge alla lunga lista di raid, ben 21 solo negli ultimi mesi del 2019, tra bombe carta e sparatorie, che lasciano i riflettori accesi sulla città. È così il nuovo anno si apre con un altro messaggio della camorra.

Il fatto

Sono da poco passate le nove. Il titolare di un negozio di telefonia di Corso Vittorio Emanuele “Virtual Game Elettronics” si accinge ad aprire la tua attività commerciale dopo un giorno di chiusura per il Capodanno. Appena arriva davanti alla serranda nota subito però che qualcosa non va: sulla parte esterna della saracinesca ci sono diversi fori. Non possono essere dovuti a fuochi d’artificio o petardi, capisce subito che qualcuno gli ha sparato nella serranda e decide così, prima ancora di varcare la soglia del negozio, di chiamare i carabinieri. Sul posto piomba una pattuglia dei militari della stazione di Torre Annunziata. Sono gli uomini agli ordini del maresciallo Egidio Valcaccia a effettuare il sopralluogo. All’interno del negozio i carabinieri trovano anche due bossoli. In tutto sei, ma forse anche qualcuno in più, i proiettili esplosi. Sei colpi tutti calibro 9, quelli preferiti dalla camorra. L’uomo resta in stato di choc e non riesce a darsi una spiegazione. Nessun precedente penale alle spalle, lui e la moglie si dicono estranei all’episodio. Non hanno mai ricevuto richieste estorsive, come hanno dichiarato ai carabinieri, e nemmeno mai nessuna minaccia. Insomma nessun legame con quella camorra che però ha deciso di colpire la loro vita e di intimidirli.

Le indagini

I carabinieri hanno al vaglio più ipotesi sulle quali ora si concentrano le indagini: i colpi potrebbero essere riconducibili all’affare racket, oppure più semplicemente una “bravata” nella notte di Capodanno. Un’usanza vecchia quanto pericolosa, quella di sparare nel vuoto, di mirare a serrande, auto o peggio ancora sparare dal balcone per salutare il nuovo anno. Anche se questa resta una di quelle ipotesi non del tutto impossibili. Per i carabinieri quei colpi potrebbero essere un “messaggio” nella guerra per il controllo del giro di estorsioni tra clan, per punire il rifiuto dei commercianti a piegarsi al sistema sporco del pizzo. Se così fosse, confermerebbe anche la voglia dei negozianti di ribellarsi al sistema. Ma per ora i titolari negano qualsiasi richiesta estorsiva.

Lo scenario

Le indagini non si fermano e si prova a mettere insieme anche tutti i raid intimidatori delle ultime settimane. Al vaglio anche alcune telecamere di due negozi e di quello della stessa attività commerciale, che ha un sistema interno ed esterno. Qualche dettaglio potrebbe spuntare fuori proprio da quelle immagini, sempre che risultino utili ai fini investigativi. Intanto continuano le attività investigative tra i tre organi di polizia giudiziaria della città. Una sinergia tra polizia, finanza e carabinieri per cercare di ricostruire gli scenari criminali degli ultimi mesi. Clan che provano a risorgere anche con le ultime scarcerazioni eccellenti: cosche decapitate in questi anni dallo Stato che però vogliono resistere e tornare a comandare. Una guerra tra i vecchi e i nuovi capi, un clima senza dubbio rovente che fa temere lo scoppio di una nuova faida.