Elena Pontoriero

Casola, bufera sul sindaco. Arrestato il figlio 19enne

Elena Pontoriero,  

Casola, bufera sul sindaco. Arrestato il figlio 19enne

CASOLA – L’imbarazzo. La rabbia. La delusione. Costantino Peccerillo è un padre addolorato prima ancora che un sindaco in discussione. Suo figlio è stato arrestato, e relegato ai domiciliari, con l’accusa di spaccio di droga. Una di quelle notizie che piombano giù tra capo e collo e stravolgono un’esistenza. A Casola di Napoli, poco meno di 4mila anime sui Monti Lattari, la notizia ha fatto il giro del paese in pochi minuti. E’ rimbalzata nei negozi, nelle case, lungo le strade. Pian piano saltano fuori le voci: «C’è stato un controllo», «hanno trovato droga», «hanno fermato il figlio del primo cittadino» e nelle prossime ore «sarà giudicato per direttissima». E pian piano le voci trovano conferma. Il ragazzo custodiva sostanze stupefacenti nella sua abitazione, ovviamente all’insaputa del papà, e, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe venduto anche una dose di marijuana a un minorenne. Ha violato ogni insegnamento del padre sostengono i concittadini attoniti del sindaco. Loro hanno votato in massa Costantino lo scorso 26 maggio del 2019, come naturale successione dell’amministrazione Domenico Peccerillo, cioè quella di suo fratello, che invece era stato mandato a casa nell’ottobre del 2018 con le dimissioni sottoscritte dai consiglieri d’opposizione e da quelli del fronte dissidente. E adesso tutto torna in discussione, anche la fascia tricolore. Stavolta per il grave errore di suo figlio che in un inizio anno sciagurato rischia di minare la tenuta del programma elettorale del papà fondato su “trasparenza e legalità”. In verità una prima spallata l’aveva data lo stesso sindaco, quando aveva affidato l’incarico da vicesindaco con delega alla legalità a Maria Di Lorenzo, una nipote del narcos Antonino Di Lorenzo ucciso in un agguato di camorra l’11 settembre 2019. Una scelta che il sindaco aveva difeso a spada tratta senza mai dare l’impressione di volerla rivedere.

Stavolta Costantino Peccerillo, titolare di una ditta di vigilanza che opera anche negli stadi di Castellammare e di Salerno,  non parla. Per lui è un colpo al cuore, e fa più male di un possibile tracollo politico. Di certo, cercherà di capire cosa è accaduto al figlio, a partire magari dalle indagini condotte nelle ultime ore dalle forze dell’ordine.Il ragazzo era uscito con gli amici, una serata di divertimento per chiudere le festività natalizie. Nelle sue tasche, però, non c’erano buoni propositi, ma, secondo gli investigatori, droga da spacciare. Marijuana per l’esattezza. Il ragazzo avrebbe venduto una dose a un minorenne, uno scambio che non è passato inosservato ai carabinieri di Gragnano agli ordini del capitano Carlo Venturini e del comandante Giovanni Russo. Concluso lo scambio, i militari sono intervenuti e hanno bloccato sia il 19enne che il ragazzo minorenne. Addosso al figlio del sindaco sarebbero stati trovati alcuni grammi di droga e per questo la perquisizione è continuata, come da prassi, anche a casa. Cioè nella stessa abitazione del primo cittadino dove il 19enne vive da figlio di famiglia. Qui i carabinieri hanno ritrovato il resto della droga prima di far scattare la denuncia e lo stato di fermo per il  ragazzo incensurato che oggi comparirà davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. Inevitabilmente la questione diventerà un’arma nelle mani degli avversari politici di  Costantino Peccerillo e non è escluso che nelle prossime ore qualcuno chiederà le dimissioni del primo cittadino.