Alberto Dortucci

Deiulemar, sfregio di Capodanno dei vampiri: brindisi e sorrisi nel locale vip

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, sfregio di Capodanno dei vampiri: brindisi e sorrisi nel locale vip

San Silvestro. A Portici un 49enne ricoverato per ustioni. Trentacinque feriti, anche un bambino
Sangue sulle strade. Scontro frontale, 4 morti

Torre del Greco. E’ stato un veglione di Capodanno da sogno: menù raffinato, fiumi di champagne e balli scatenati per salutare l’arrivo del 2020. Sullo sfondo, poi, il golfo di Napoli illuminato dai fuochi d’artificio esplosi allo scoccare della mezzanotte. Insomma, una festa riuscita in pieno – come capitato in varie occasioni per gli eventi organizzati al locale inaugurato dall’ex fuoriclasse di Milan e Real Madrid, Clarence Seedorf – finché non sono circolate, attraverso i social, le foto della serata organizzata all’MM lounge restaurant di via Calastro. Scatti ricchi di sorrisi e brindisi, ma capaci di scatenare l’ennesimo terremoto all’ombra del Vesuvio. Perché – ritratto in bella mostra insieme alla compagna e a un gruppo di amici – compare Angelo Della Gatta, uno dei condannati in via definitiva per il fallimento da 800 milioni di euro della Deiulemar compagnia di navigazione. Fallito sì, ma ugualmente pronto a partecipare a un party da vip. Esattamente come ai vecchi tempi. Un vero e proprio schiaffo a 13.000 famiglie di risparmiatori, finite sul lastrico e a caccia di giustizia da otto anni.

Il messaggio del magistrato

Il ghigno beffardo sfoggiato dal secondogenito di Giovanni Battista Della Gatta davanti all’obiettivo del fotografo chiamato a immortalare i momenti-clou del veglione di Capodanno ha, inevitabilmente, scatenato la rabbia degli ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione: «Aspettiamo giustizia da otto anni, i responsabili del nostro dramma sono stati condannati in via definitiva: dovrebbero essere in carcere, non a divertirsi alle feste», il grido dolore rimbalzato in rete attraverso i social. Un grido di dolore raccolto dal giudice Angelo Scarpati, pronto a inviare un accorato messaggio al titolare dell’MM lounge restaurant: «Ho visto in questi anni famiglie e vite distrutte a causa del fallimento Deiulemar e ho visto lacrime versate nel silenzio della disperazione di coloro che avevano perso tutto – la prima riflessione  del magistrato presso il tribunale di Torre Annunziata – E queste lacrime diventano ancora più amare nell’assistere all’ostentazione delle immagini ritraenti alcuni dei responsabili del crac alla serata del 31 dicembre organizzata presso il suo locale. Doti di equilibrio avrebbero potuto suggerire  di invitare,con il dovuto garbo, certe persone a non ostentare eccessivamente la  propria presenza, tenendo magari, nel rispetto del sacrosanto diritto di divertirsi a ogni costo, un profilo più basso e riservato. Esprimo il mio più netto dissenso morale rispetto a certi comportamenti che pure si sarebbero potuti evitare con un non eccessivo sforzo». Parole capaci di toccare il cuore di migliaia di vittime del «grande crac» all’ombra del Vesuvio, già provati dal calvario iniziato il 2 maggio 2012. Il messaggio del giudice Angelo Scarpati è diventato immediatamente virale sul web, aprendo l’ennesima bufera sugli armatori-vampiri.

Parla l’imprenditore

Inevitabilmente, le attenzioni degli internauti si sono poi spostate sul locale in cui Angelo Della Gatta aveva deciso di trascorrere il Capodanno: «Doveva essere cacciato via», l’urlo di rabbia della rete. Capace di colpire come un fulmine a ciel sereno Giorgio Parisi, il giovane imprenditore alla guida dell’MM lounge restaurant: «La tragedia Deiulemar ha toccato anche la mia famiglia e quella delle persone che lavorano nel mio locale – la risposta del titolare del locale -. Capisco la rabbia di chi è rimasto offeso dall’azione di certe persone, ma la foto non è stata pubblicata sui nostri profili ufficiali né condivisa. La sera del 31 dicembre era presente tanta bella gente nel mio locale: non posso adoperare alcuna forma di discriminazione per nessuna ragione né posso chiedere il casellario giudiziario a chi si presenta all’ingresso. Non siamo complici in questa cosa, anzi facciamo parte della Torre del Greco che ha sofferto per loro azioni». Parole apprezzate dal magistrato di Torre Annunziata: «È mio dovere morale e umano prendere atto della correttezza manifestata dallo staff dell’MM lounge restaurant nel rispondere al mio messaggio – la conclusione del giudice Angelo Scarpati – nato solo dallo sdegno di quanti, in tanti purtroppo, hanno soffocato il dolore in un asfissiante silenzio». Dolore offeso dagli armatori-vampiri anche la notte di Capodanno.

©riproduzione riservata