Tiziano Valle

Castellammare. Crisi e lavoro, 1.200 giovani in fuga

Tiziano Valle,  

Castellammare. Crisi e lavoro, 1.200 giovani in fuga

CASTELLAMMARE DI STABIA – Milleduecento persone sono andate via da Castellammare di Stabia negli ultimi 12 mesi. Per la precisione sono 1.211. E ormai non si parla neanche più solo di giovani, perché a cercare un futuro altrove sono anche gli over 40 che magari hanno perso il posto di lavoro e portano via con loro anche le famiglie. Gli ultimi dati Istat fotografano una città che va via via invecchiandosi, perché uno stabiese su due ha più di 40 anni, e che è destinata a spopolarsi perché dal 2012 a oggi i decessi superano di gran lunga le nascite (+105 nel 2018, ultimo dato disponibile). La media dei componenti a famiglia che all’inizio del nuovo millennio si aggirava attorno alle 4 unità oggi è scesa sotto i 3. Un dato che è frutto delle difficoltà delle giovani coppie, che fanno sempre meno figli: nel 2002 a Castellammare c’erano 12.749 ragazzini tra i 0 e i 14 anni, nel 2019 sono appena 9.832. Un saldo negativo che rispecchia quanto accade anche a livello nazionale e spinge, ormai da tempo, anche la politica a ragionare su misure di sostegno alla famiglia. L’unico dato in aumento è quello che riguarda la popolazione straniera, che in alcuni quartieri sta evitando lo spopolamento di Castellammare. Al 1 gennaio 2019, ultimo censimento disponibile, erano 1.178 gli stranieri presenti in città, per l’80 per cento over 30. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall’Ucraina con il 31,7 per cento di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Bulgaria (25,2 per cento) e dalla Romania(11,3 per cento). La fuga Ad allarmare è soprattutto l’emorragia di giovani che scappano via da Castellammare per trovare un posto di lavoro e magari realizzarsi. Milleduecento persone che vanno a sommarsi alle tante già tante via negli anni scorsi.

Un flusso migratorio che in alcuni casi può dipendere anche da spostamenti in comuni limitrofi, dove magari è possibile fittare o comprare una casa a prezzi più contenuti rispetto a quelli imposti dal mercato immobiliare stabiese. Ma che nella maggior parte dei casi dipende proprio dalla necessità di trovare un posto di lavoro. Nel corso degli ultimi 12 mesi sono andate via 1.211 stabiesi, di questi 114 hanno scelto di trasferirsi all’estero magari anche per motivi di studio. La stragrande maggioranza invece è rimasta in Italia, ma magari s’è spostata al nord dove ci sono più opportunità dal punto di vista occupazionale. La verità è che Castellammare di Stabia è una città che fatica a generare posti di lavoro. L’ultimo presidio industriale rimasto è il cantiere navale e nonostante l’exploit di arrivi di turisti in città non è stata ancora messa in atto una politica che possa favorire lo sviluppo di questo settore. Basta pensare allo stabilimento termale ancora chiuso e ai pochi alberghi presenti in città. Anzi, proprio l’assenza di grandi hotel che potrebbero creare decine di posti di lavoro favorisce lo spopolamento della città perché la corsa sfrenata ad aprire B&B sta rendendo sempre più complicato trovare un appartamento a Castellammare. Tutti elementi che sono sul tavolo della politica cittadina, chiamata a disegnare quella che dovrà essere la città dei prossimi anni, magari con l’obiettivo di valorizzare i “cervelli” stabiesi che oggi sono costretti a scappare via.