Torre del Greco, il palazzotto del sindaco cade a pezzi: rischio crolli, ordinati lavori di messa in sicurezza

Alberto Dortucci,  

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L’anonimo cartello affisso accanto al portone semi-diroccato dell’edificio recita un malinconico «vendesi intero fabbricato libero», accompagnato da un numero di telefono intestato a una ditta di espurghi. Evidentemente incaricata di «liberare» il patrimonio immobiliare della famiglia del sindaco Giovanni Palomba da una palazzina sgarrupata capace di procurare solo grattacapi al primo cittadino e ai suoi parenti. L’ultimo – in ordine di tempo – arriva proprio dal Comune, in particolare dall’ufficio dissesti statici. Pronto a imporre agli ereditieri dell’immobile «di eseguire ad horas tutte le verifiche e gli interventi necessari a garantire la staticità e la sicurezza del fabbricato e degli appartamenti siti al civico 25 di via Beneduce». Ovvero, scacciare il fantasma di ulteriori tragedie in una città già teatro di spaventosi crolli.

Il blitz del week end

L’ennesima storia di ordinario degrado edilizio è cominciata lo scorso week-end, quando al secondo piano del complesso La Salle è arrivata un’inquietante segnalazione: «Correte in via Beneduce perché cadono calcinacci da uno stabile abbandonato», la richiesta d’intervento raccolta dai tecnici guidati dall’ingegnere Generoso Serpico. Immediati sono scattati i controlli del caso lungo la strada di collegamento tra via Martiri d’Africa e via Curtoli: lungo il marciapiede incriminato non c’erano tracce di intonaco, ma agli «specialisti» del Comune è bastata una rapida occhiata alla zona per individuare il caseggiato pericolante e mettere nero su bianco il drammatico scenario – in termini di condizioni di sicurezza – rilevato a occhio nudo. «Lo stabile è chiuso e disabitato – la premessa della relazione stilata al termine del sopralluogo – e, pertanto, i controlli all’edificio di antica fattura costituito da tre piani sono stati possibili solo sulla facciata esterna su lato strada». Un’ispezione parziale, ma sufficiente a fare suonare il campanello d’allarme: «La facciata esterna si presenta in cattivo stato di conservazione, con macchie di umidità – scrivono i tecnici dell’ufficio dissesti statici -. L’intonaco alla base della facciata risulta totalmente assente e gli infissi, tutti di vecchia fattura, andrebbero controllati e assicurati. Infine, si denota come un balcone risulti manchevole di infisso esterno». Un quadro da incubo, capace di rappresentare – secondo gli esperti del municipio – un pericolo per la pubblica e privata incolumità.

I lavori urgenti

Di qui, l’ordinanza – firmata per motivi di opportunità dal vicesindaco Michele Borriello – indirizzato al sindaco Giovanni Palomba, alla sorella e ai suoi parenti. Invitati a chiare lettere a mettere da parte la strategia delle tre scimmiette – già largamente adottata dal primo cittadino per guidare la carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018 – e a intervenire in maniera tempestiva per eliminare tutti i pericoli dall’immobile di famiglia. «Risulta indispensabile effettuare ulteriori e approfonditi accertamenti tecnici – scrive l’ingegnere Generoso Serpico – nonché adeguati lavori finalizzati al ripristino delle condizioni di sicurezza dei luoghi interessati dai dissesti». Gli interventi dovranno, poi, essere «certificati» da un’idonea documentazione da lasciare agli atti dell’ente di palazzo Baronale.

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