Il Mibac concede l’autonomia: il sito dell’antica Elea accorpato a Paestum

Redazione,  

Il Mibac concede l’autonomia: il sito dell’antica Elea accorpato a Paestum

Velia e Paestum, la storia si fonde. Non solo un sito archeologico di interesse mondiale – in gran parte ancora da valorizzare – non solo una scuola filosofica, quella eleatica, che prima di Socrate vide sviluppare il pensiero di Parmenide e Zenone. Elea-Velia è tutto questo ma anche tanto altro. Basti pensare che questa città della Magna Grecia, i cui resti oggi ricadono nel territorio di Ascea, in Cilento, anche dopo la conquista romana fu una delle poche che conservò il diritto di conio, mantenendo ciò la propria moneta. E che all’epoca, tra l’aristocrazia e i patrizi romani quella città fosse annoverate tra le mete di “otium” privilegiate, al pari di Ercolano, Pompei e Paestum, lo confermano tante testimonianze scritte, molte delle quali ritrovate proprio a Velia. Insomma, Velia faceva parte di una sorta di “grand tour” ante litteram, un circuito vero e proprio. Lo stesso che oggi, oltre duemila anni dopo, si sta cercando di rimettere in piedi. Non senza ostacoli, come racconta il sindaco di Ascea, l’avvocato Pietro D’Angiolillo: «Il nostro sogno, come cittadini prima ancora che come amministratori, è di ricostruire una vera e propria rete, di fare in modo che Velia rientri in un circuito turistico archeologico ma non solo, insieme a Pompei e Paestum. Attualmente Pompei conta circa 4 milioni di visitatori l’anni, Paestum 400mila, Elea-Velia 35-40mila: se si riuscisse a creare un percorso – anche fisico, con collegamenti e mezzi di trasporto dedicati – capace di incanalare questo enorme flusso di persone anche qui in Cilento, sarebbe già un primo traguardo raggiunto». E un primo passo in questa direzione è stato compiuto proprio di recente, con la concessione dell’autonomia gestionale e amministrativa del sito da parte del Mibac: un’operazione sulla falsariga di quella di Paestum, partita nel 2014 e affidata all’archeologo Gabriel Zuchetriegel, al quale è affidata la direzione anche di Velia. «Si tratta di un passo avanti decisivo – commenta soddisfatto il sindaco D’Angiolillo – che noi come Comune abbiamo caldeggiato sin dal 2017, con un apposito atto di indirizzo. Sia chiaro, abbiamo lavorato bene anche con Giovanna Scarano e le direttrici del Polo Museale che si sono avvicendate fino a oggi, ma l’autonomia permetterà di snellire notevolmente le procedure burocratiche e accelerare i processi decisionali necessari per il rilancio di Velia». Un rilancio che, ovviamente, non parte da zero. «Sì, molto è stato fatto per valorizzare sia il sito archeologico, sia l’aspetto squisitamente culturale legato alla tradizione filosofica. Ma adesso si tratta di compiere uno step successivo, per far conoscere le bellezze e i tesori di Elea-Velia a una platea anche internazionale». E per farlo, una delle prime sfide da vincere sarà quella legata agli scavi della città antica, in grandissima parte ancora sepolta: «I punti di maggiore sono visitabili, l’Area Portuale, Porta Marina, Porta Rosa, le Terme Ellenistiche e le Terme romane, l’Agorà, l’Acropoli, il Quartiere Meridionale e il Quartiere Arcaico. Ma rappresentano il 15-20% appena di una città che si estendeva per 8-9 ettari: c’è da riportare alla luce il tessuto urbano, le dimore, tanti tesori ancora sepolti. Che, periodicamente, vengono riscoperti dalla missione austriaca, fotografati, ma poi ricoperti per la mancanza di fondi. Insomma l’autonomia è uno strumento indispensabile, ma ora che il Ministero ha creato questa macchina, mi auguro fornisca anche la benzina per farla correre…». Intanto, il pilota scelto per guidarla rappresenta una garanzia. A favore di Zuchetriegel, oltre che l’indubbio spessore scientifico e culturale, parlano i risultati: in 5 anni il sito di Paestum ha visto incrementare le vendite dei biglietti di oltre il 35%. Per non parlare di eventi, progetti, sinergie che sono state create. Le stesse che, ci si augura, potranno essere messe in piedi anche per Elea-Velia. Ma nel frattempo anche l’amministrazione locale si sta muovendo, con una strategia ben precisa. Coinvolgere i privati – ovviamente sotto la guida autorevole di Zuchetriegel – per finanziare le attività più costose. «Abbiamo attivato un gemellaggio – spiega il sindaco – con Ivrea, alla quale ci unisce, attraverso la Olivetti, un legame ideale che parte sin dagli anni ‘50. La nostra speranza è quella di creare una sinergia con la Fondazione Olivetti». Al riguardo, basti pensare che in onore dell’antica città, Adriano Olivetti volle che fosse denominata “Elea” la generazione di supercomputer Olivetti sviluppati negli anni 50 del Novecento, il cui modello Elea 9003 fu il primo supercomputer commerciale interamente a transistor della storia dell’informatica. Elea fu anche il nome scelto da Carlo De Benedetti, nel 1979, per la scuola di formazione aziendale della Olivetti, affidata alla presidenza di Pier Giorgio Perotto: la scelta, oltre che un riferimento alla macchina, intendeva sottolineare la centralità dell’uomo nella sfera della tecnologia.