Capurro 100, tributo per il poeta di ‘O sole mio

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Capurro 100, tributo per il poeta di ‘O sole mio

Una lunga passeggiata a Napoli tra le canzoni e le poesie in ricordo dell’autore di ‘O sole mio, Giovanni Capurro, nel centenario della sua morte. Si intitola Capurro 100 il tributo in programma domenica 19 gennaio alle 11.30 presso la sala da concerto Napulitanata. Ideato dalla Fondazione Bideri e promosso con Napulitanata, l’evento celebra una delle figure più importanti della canzone classica napoletana. Giovanni Capurro se ne andò il 18 gennaio 1920, lasciando un patrimonio di versi che, solo in forma musicale, conta oltre 200 titoli.Capurro 100 vedrà protagonisti l’ensemble Napulitanata, la cantante Francesca Fariello, il giornalista-poeta Gianni Valentino e lo studioso Ciro Daniele.Proprio Ciro Daniele darà il via alla matinée con un intervento dedicato alla poetica e alla vita di Giovanni Capurro. Subito dopo sarà la volta del collettivo Napulitanata che interpreterà Lili Kangy, Ammore che gira, Addo cemette ‘o musso Margarita e Quanno mammeta nun ce sta.Come scrive  Paquito del Bosco (‘O sole mio, in Canzoni, Donzelli) “Capurro era un uomo brillante, colto e ospite gradito nei salotti ove cantava, suonava il pianoforte e faceva spassose imitazioni. Sin da giovanissimo si dedicò alla poesia pubblicando dapprima le Napulitanate nel 1887, e poi Carduccianelle, dove adatto’ al napoletano la metrica greca che Giosue’ Carducci aveva rispolverato qualche anno prima nelle Odi Barbare. I napoletani l’accolsero più come una curiosita’ che come un libro di vera poesia e lo stesso Carducci non rispose all’invio del volume se non otto anni dopo (dietro pressante invito del direttore del “Don Marzio” e quando Capurro era oramai una celebrita’), liquidando in poche righe quello che riteneva un tentativo maldestro e forse offensivo. Scrisse anche i versi per diverse canzoni, come A vongola, del 1892. Assieme a Salvatore Gambardella scrisse Lilì Kangy”.Ma la sua composizione più famosa è indubbiamente il testo di ‘O sole mio, messa in musica da Eduardo di Capua. Nonostante lo straordinario successo della canzone, Capurro, come fu per l’altro autore della canzone, morì poverissimo a Napoli nel 1920.