Giovanna Salvati

Rione Carceri. Il grido d’allarme di Filippelli: «La priorità è evitare morti»

Giovanna Salvati,  

Rione Carceri. Il grido d’allarme di Filippelli: «La priorità è evitare morti»

TORRE ANNUNZIATA – «Il nostro primo obiettivo è quello di mettere in sicurezza chi abita in quel rione e lo stiamo facendo». La sicurezza a tutti i costi. Prima di ogni cosa. Commenta così il capo della Procura di Torre Annunziata, Pierpaolo Filippelli l’operazione messa in campo ieri mattina nel rione che si sbriciola con il vento, nel ventre di Fortàpasc. Soddisfatto del primo step e di quelle 13 ordinanze di sequestro preventivo che sono state notificate ai nuclei familiari nel Quadrilatero delle Carceri. Una brutta gatta da pelare. Una storia vecchia. Troppo. Ma non così tanto da non prendere in mano la situazione e iniziare a fare chiarezza su quanto accaduto. Un’inchiesta partita solo un anno fa, dodici mesi per riavvolgerei fili di una matassa lunga oltre trent’anni. «Dal 12 novembre del 2018 abbiamo deciso di accendere i riflettori sul rione – spiega Filippelli – da quando in quella casa in via Vittorio Emanuele caddero pietre e calcinacci, una casa che aveva come unica colpa quella di essere adiacente ad un fabbricato abbandonato, fatiscente e oggetto di messa in sicurezza». Quella sera solo per miracolo non si consumò una strage. I massi di pietra, polvere e calcinacci piombarono nella camera da letto di una famiglia che si trovava in cucina. Una tragedia sfiorata che si aggiunse al terrore dei crolli. Un anno prima, il 7 luglio del 2017 la palazzina crollata sulla Rampa Nunziante uccise otto persone tra le quali due bambini. Da quel giorno carabinieri e Procura hanno iniziato a mettere tutto nero su bianco. «E’ stato un lavoro difficile ma sul quale bisognava iniziare a tracciare un percorso – spiega ancora il procuratore – è stato complicato risalire a molti proprietari degli immobili: allontanarli dalle loro case non ci fa piacere ma è l’unica soluzione per evitare altre tragedie». Filippelli ricorda poi lo scenario di quel quartiere fantasma. «Negli anni il rione è diventato sempre di più un quartiere ghetto, anche la presenza di Palazzo Fienga ha determinato la trasformazione di un rione che un tempo era una casba controllata dalla camorra». Insomma un primo tassello importante che di certo rappresenta un punto di partenza chiave. Il Quadrilatero resta però una grana per la città. Un centro storico bello ma maledetto, ormai diventato una bomba ad orologeria. Questa volta, però, lo  Stato ha deciso di intervenire prima dell’ennesimo crollo. Dell’ennesima tragedia.