Spica, l’ex bomber della Turris che fece tre gol all’Amburgo: «I miei bonus erano camicie»

Bruno Galvan,  

Spica, l’ex bomber della Turris che fece tre gol all’Amburgo: «I miei bonus erano camicie»

Nella storia della Turris c’è una partita che resterà scolpita nei ricordi di una società dal grande fascino. Scavando nei quasi settantasei anni di storia, viene fuori un’impresa contro l’Amburgo. Era la stagione 1986-87, i corallini militavano in serie C2 e lottavano con tutte le loro forze per non retrocedere. L’organico allestito non era di grande qualità ed anche salvarsi sembrava una chimera. Alla fine, grazie al carisma di Strino, Carli e Cetronio, la Turris riuscì a non salutare il calcio professionistico. Ma ritorniamo all’Amburgo. La pausa invernale della Bundesliga, portò la formazione allenata da Ernst Happel (l’uomo che vinse la Coppa dei Campioni nel 1983 in finale contro la Juve grazie alla rete di Felix Magath) a disputare un’amichevole allo stadio Amerigo Liguori. All’epoca, l’Amburgo era un club davvero importante e di assoluto prestigio: in quella annata finirono al secondo posto dietro il Bayern Monaco evinsero la Coppa di Germania. L’eroe di giornata fu l’attaccante Agostino Spica, il quale realizzò una tripletta entrata negli almanacchi della storia del calcio torrese.La tripletta all’Amburgo è ancora oggi nella tua mente…”Il primo tempo finì 3-0 per noi, la cosa bella fu che loro schierarono quasi tutti i titolari. In accordo con il mister Montalto, decidemmo che avrei giocato solamente il primo tempo poiché la domenica avevamo una partita decisiva in campionato. L’Amerigo Liguori era quasi incredulo per quello che stava accadendo perché, con tutto il rispetto, eravamo una squadretta di C2 che stava facendo molta fatica a salvarsi. Realizzai questi tre gol, furono uno più bello dell’altro. Mi marcava Manfred Kaitz, una colonna della nazionale tedesca. La partita terminò 3-3, ma al fischio finale pretesi la videocassetta che ancora oggi conservo con cura”.Quella stagione fu molto travagliata per la Turris. I tuoi diciassette gol evitarono l’inferno.”Nel complesso, considerando anche la sfida di Coppa Italia contro il Sorrento, i miei gol furono diciannove. Me ne tolsero uno perché perdemmo una partita a tavolino. Riuscimmo a salvarci gettando il cuore oltre l’ostacolo. Al di là del cambio tecnico a cinque giornate dalla fine quando Viciani subentrò a Montalto, quel traguardo fu merito di noi calciatori. In particolar modo ricordo Strino, Carli, Cetronio, Russo, Antonio Marrazzo che diedero davvero tanto sul piano della qualità e dell’esperienza”.Lasciasti la serie A con il Lecce per firmare con un club di serie C2″Con i giallorossi non riuscivo a trovare spazio, mi ritrovai fuori squadra e con una grande voglia di avvicinarmi a casa. Montalto stava facendo il giro di varie squadre per trovare un centravanti idoneo per la sua Turris. Un giorno venne a farsi un giro a Lecce e discutendo con Gino Corrado, gli disse che doveva prendere una punta per chiudere la campagna acquisti. Mentre i due stavano parlando, la fortuna volle passassi davanti a loro. Ad un certo punto Gino, tra una parola e l’altra, fermò la discussione dicendo al mister: “Vuoi un centravanti? O truvass meglije ‘e chist?”, indicandomi con il dito. Da quella battuta nacque poi la trattativa che mi portò a firmare per la Turris”.Sei stato il capocannoniere di quella formazione: per caso avevi stipulato un accordo extra con il presidente Palomba in caso di tanti gol?”Onestamente no, il presidente non mi diede bonus nonostante l’annata straordinaria sul piano personale. C’è chi però si sdebitò personalmente nei miei confronti…”.Spiegaci meglio…”Un noto negoziante torrese, un po’ per scaramanzia ma anche per stima, mi iniziò a regalare camice ad ogni gol che facevo. A fine stagione, mi ritorvai un armadio da far invidia a molti e pieno zeppo dello stesso indumento (ride ndr)”.