L’albero di spine ha la corteccia a righe e la linfa color del sangue violentato dei viandanti del dolore

Redazione,  

L’albero di spine  ha la corteccia a righe e la linfa color del sangue violentato  dei viandanti del dolore

Campi non seminati, ma segnati. Segnati perennemente dalla forma brutale di una mente perversa che in nome di un folle pensiero, ha perpetrato il sadico soddisfacimento della demolizione del “diverso”; ora Armeni, ora Ebrei, ora Ucraini, per mano degli Attila di ogni tempo. Così nella copertina di Metropolis Young germoglia freddamente dal grigio cemento l’albero di spine con la corteccia a righe e la linfa color del sangue violentato dei viandanti del dolore. Il giorno della Memoria non è ricordo, è un segno che si ripete ogni anno, come i gesti, le azioni ripetute e necessarie ogni giorno per vivere, appartiene al quotidiano dell’umanità nella sua dimensione temporale più estesa.

Ci appartiene, dal passato, ma la Memoria è lo specchio di ciò che non dovrà appartenerci nel futuro, l’indifferenza al bene. Affinchè la giornata della Memoria lasci una traccia, che non sia soltanto quella effimera e fugace del barlume di un ricordo, il prossimo 27 gennaio nell’Aula Magna del Liceo dell’Arte e della Comunicazione Giorgio De Chirico di Torre Annunziata, si terrà una serie di incontri e una performance; interverranno il Sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, il Dirigente scolastico del Liceo Giorgio de Chirico Felicio Izzo, Ciro Moses D’Avino storico dell’ Ebraismo, Antonio Amoretti Presidente ANPI Napoli e Partigiano delle Quattro Giornate, Maria Rosaria Malapena Responsabile per i diritti delle persone disabili di Arcigay di Napoli, Antonello Sannino Pride Vesuvio Rainbow-ANPI Torre Annunziata ; organizzano il Liceo de Chirico, il Comune di Torre Annunziata, ANPI Maria Penna e Rocco Caraviello di Torre Annunziata e l’Associazione Pride Vesuvio Rainbow.

La performance “La valigia gialla” sarà realizzata da alunni di varie classi, narra dell’esistenza dell’uomo nel gioco dei ruoli che si è creato o arrogato o sfruttato in nome di una legge sua, soltanto sua, condivisa da suoi simili o piuttosto da suoi ignari o ignavi sudditi. In ogni epoca, in tanti luoghi, in tanti popoli. Genocidi, genocidi, genocidi. Ve la raccontiamo. Una valigia gialla, il colore del tradimento, il colore delle fasce che i nazisti imponevano sul braccio degli Ebrei marchiandoli traditori di Cristo. Quella valigia contiene la storia individuale, la storia di quell’epoca, di oggi, forse anche di domani, con i suoi oggetti quotidiani, strappati alla Persona, che non è soltanto persona fisica, è dignità, affetti, ideali, saperi. Il performer che la porta, apre la valigia, “sfoglia” gli oggetti che vi trova all’interno come sfogliasse le pagine di un diario, c’è una corda con cui traccerà sulla terra un arco, arco del tempo, di tutti i tempi, arco dello spazio, di tutti i luoghi e quella corda si avvolgerà e si svolgerà, raccontando ciò che immaginiamo sia appartenuto alla storia dei sentimenti dell’umanità dal nascere, poi soprusi, poi l’utopia che quei soprusi appartengano al verbo coniugato al passato. Quella corda si avvolge e si svolge, come chi costruisce e chi demolisce. Si avvolge e si svolge, si avvolge e si svolge.

Contest: IV E sez. grafica Liceo dell’arte e della comunicazione G. De Chirico Torre Annunziata

Realizzazione grafica: Sara Vitiello Pasquale Falanga Matteo La Gioia IV E sez. grafica De Chirico

Testo di: Marianna Cirillo, m.s.