Salvatore Pollio, il baby pugile che sogna di diventare magistrato

Redazione,  

Salvatore Pollio, il baby pugile che sogna di diventare magistrato

Salvatore Pollio frequenta il secondo anno del classico Pitagora-Croce di Torre Annunziata. Pratica pugilato da circa tre anni presso la palestra Boxe Vesuviana di Torre Annunziata e a soli 15 anni si è classificato primo ai campionati regionali e terzo a quelli nazionali juniores (under 17). Salvatore conciliare lo studio e lo sport a livello agonistico, con volontà e determinazione.

Cosa ti ha spinto a praticare la boxe?

«Dopo aver praticato il calcio per molti anni, decisi di andare in palestra ad allenarmi per mettere massa muscolare, essendo molto magro. Dopo un po’ di tempo il maestro parlò con i miei genitori spronandomi a continuare. Vide in me un talento che avrei potuto coltivare».

Come hai capito che il calcio non era più la tua passione?

«Dopo un periodo in cui ho praticato entrambi gli sport, ho scelto la boxe perché mi ha subito fatto provare emozioni che il calcio da tempo non mi trasmetteva più».

Credi che la boxe sarà il tuo futuro?

«Lo spero, anche se il mio sogno più grande è diventare magistrato».

Ritieni che uno sport individuale sia meno educativo di uno sport di squadra, perché abitua a contare solo su sé stessi?

«In realtà no perché, anche se sul ring sei solo, durante gli allenamenti c’è molta complicità tra noi ragazzi».

Quali valori ti ha insegnato questo sport?

«Innanzitutto il rispetto per l’avversario. Poi la determinazione e il coraggio di trasformare la paura in energia».

La boxe è veramente uno sport violento come appare? Hai mai avuto un incidente sul ring?

«La boxe può sembrare un sport violento ma non è affatto così. Una volta ho avuto una testata, ma è stato un gesto involontario».

Credi che lo sport abbia perso i valori di un tempo?

«Sicuramente sì. Molti sport non sono più seguiti come prima e il calcio ha preso il sopravvento su tutti gli altri, anche su quelli che sono più significativi».

Ilaria ArcamoneRossella De Simone

Liceo Pitagora-Croce – Torre Annunziata