Sud, cervelli in fuga. Succede pure nel calcio

Ciro Troise,  

Sud, cervelli in fuga. Succede pure nel calcio

La Campania e la provincia di Napoli rappresentano la terra più rappresentata nella Nazionale di Mancini che hanno conquistato l’Europeo Il 2019 per l’Italia calcistica è l’anno del riscatto, con Mancini la Nazionale ha conquistato di nuovo gli appassionati di calcio. L’Italia, che ha portato a casa undici vittorie consecutive battendo il record di Pozzo, ha una forte anima campana: da Quagliarella a D’Ambrosio, da Izzo a Insigne, da Immobile a Donnarumma.

Nella storia della Nazionale Italiana hanno portato a casa almeno una presenza 33 campani e 26 napoletani (gli altri 7 delle province di Caserta, Avellino, Salerno e Benevento), quindi ad ottobre contro la Grecia, nella gara che ha dato la certezza aritmetica della qualificazione all’Europeo, tra campo e panchina c’erano il 15,1% dei campani che hanno trovato spazio con la maglia dell’Italia e il 19,2% restringendo il dato alla provincia di Napoli. Questi numeri certificano il valore della Campania Felix, del Sudamerica d’Italia.

Tanti club lavorano con osservatori che studiano i talenti delle scuole calcio, nel mondo del pallone che soffre l’overdose degli stranieri la Campania è il motore della produzione calcistica made in Italy. Basta dare un’occhiata alle Nazionali giovanili: in Under 21 ci sono Tripaldelli, napoletano del quartiere Vomero cresciuto nella Damiano Promotion, oggi al Sassuolo con un passato alla Juventus, e Sebastiano Esposito, ennesimo talento di Castellammare di Stabia che ormai, da Quagliarella a Gigio Donnarumma, viaggia di generazione in generazione diventando la locomotiva del calcio italiano. La storia si ripete, avrebbe suggerito il filosofo napoletano Gianbattista Vico, mentre Mancini costruisce la sua Nazionale su Insigne e compagni, c’è una nuova generazione che si fa strada. C’è il popolo degli emigranti del pallone, li abbiamo chiamati “Fratelli di Campania” immaginando una formazione tutta campana nell’esempio storico dei baschi dell’Athletic Bilbao.

Non tutti vanno all’Inter o alla Juventus, Salvatore Scarpato, portiere classe ‘2005 cresciuto nel Sant’Aniello, gioca nell’Under 15 del Cagliari, una terra molto lontana quando si ha soli 14 anni, ma il fascino di una società che sta investendo tanto sul settore giovanile, come dimostrano i risultati della Primavera rossoblù, l’ha convinto. Dalla Virtus Junior Napoli di Casola alla Juventus, è la storia di Saverio Domanico, difensore dell’Under 15 bianconera, che non ha firmato il vincolo pluriennale con il Napoli e dopo una stagione trascorsa alla Paganese al compimento dei quattordici anni è andato a Torino.

Il vivaio della Juve parla napoletano, del resto la storia di Immobile è una traccia, Riccio fa parte della Nazionale Under 17 ed è cresciuto allo Sport Village a Villaricca. Nella top 11 degli emigranti al fianco di Riccio c’è Spina, formatosi alla scuola calcio “Apuzzo” di Pimonte, cresciuto nel Napoli fino al compimento dei quattordici anni, quando la Juventus ha convinto lui e la famiglia a trasferirsi a Torino. Le sue qualità hanno spinto anche il Paris Saint Germain poco più di un anno fa a farsi avanti ma la Juventus non ha voluto imbastire alcuna trattativa pur decidendo poi di cederlo in prestito alla Spal la scorsa estate.

Il centrocampo è di qualità: Salvatore Esposito in regia, Basile della Spal è un altro talento made in Costiera, a Sant’Agnello con Troise della Lazio che ha incantato tutti anche in Nazionale Under 15 segnando il gol decisivo contro la Spagna per la vittoria dell’Uefa Development Tournament. È un nipote d’arte, suo zio Emanuele è stato anche un difensore del Napoli e allena attualmente la Primavera del Bologna.

L’attacco è esplosivo: Sebastiano Esposito, il fiore all’occhiello dell’Italia del domani, Borrelli, nel giro della prima squadra al Pescara, e Oristanio, cresciuto a Roccadaspide nella Peluso Academy e reduce da un ottimo mondiale con la Nazionale Under 17. Il Napoli non sta a guardare, cerca di resistere all’emigrazione e si coccola i suoi talenti: il terzino destro Somma, formatosi nella miniera d’oro del Club Napoli Castellammare, dove sono venuti fuori Donnarumma e i fratelli Esposito, Gaetano, che dopo qualche apparizione in prima squadra è stato ceduto in prestito alla Cremonese, Pesce, il capocannoniere con 19 reti dell’intera categoria Under 16, e Vilardi, un esterno d’attacco della Nazionale Under 15 che per frequenza di passo ricorda Federico Chiesa. Il Benevento anche prova ad opporsi all’emigrazione: attenti a De Gennaro, esterno sinistro classe ‘2005 di Vico Equense, ultimo prodotto della scuola calcio Giovanni Ferraro.