M5s, solo spot sull’ospizio di Pompei: «Hanno sfruttato il dramma»

Salvatore Piro,  

M5s, solo spot sull’ospizio di Pompei: «Hanno sfruttato il dramma»

Casa Borrelli, querelle infinita: ora la protesta è contro il MoVimento 5 Stelle. E’ infatti durissimo l’attacco rivolto da Lelio Marinò, presidente del comitato civico “Concetta D’Arienzo”, ai politici grillini ma soprattutto alla senatrice pentastellata di Pompei, Virginia La Mura, a quattro mesi dalla chiusura dello storico ospizio di via Lepanto, ordinato dal sindaco Pietro Amitrano. Che “come donna e mamma” – scrive Marinò nell’ultima nota di protesta indirizzata agli Onorevoli 5 Stelle Roberto Fico e al dimissionario Luigi Di Maio, poi ancora al capogruppo al Senato Gianluca Perilli e alla consigliera regionale Valeria Ciarambino – “doveva essere un punto di riferimento a difesa delle persone più disagiate”. Ovvero i 29 nonnini per anni ospiti di Casa Borrelli, lo storico ospizio di via Lepanto sgomberato con la forza all’alba dello scorso 25 settembre. “Lo sfratto senza cuore nella città di Maria” prosegue il presidente Marinò nella lettera che continua, invano, a chiedere agli Onorevoli 5 Stelle e al MoVimento “un’interrogazione parlamentare” sullo sgombero coatto. “Si tratta di scenari veramente tristi” scrive nella sua richiesta mista ad accusa. “Anziani, alcuni ultranovantenni, qualcuno in pigiama e pantofole, qualche altro malato e su una sedia a rotelle, hanno dovuto lasciare l’ospizio, dichiarato ‘non sismico’ da una relazione di una società privata, incaricata dall’ufficio tecnico comunale! Non sono state poche” incalza ancora Marinò “le ‘discutibili’ strategie, le montature, per non far conoscere (all’opinione pubblica, ndr) gli ‘averi’ di una ricca proprietaria terriera”. Ovvero la nobile Concetta D’Arienzo, che nel 1928, in qualità di proprietaria dell’ospizio, devolse con testamento pubblico la casa di riposo “Carmine Borrelli” ai poveri di Pompei. “Più di un agente della polizia” ricorda il presidente Marinò ai grillini “all’atto dello sgombero aveva le lacrime agli occhi”. Ma destinataria principale del j’accuse del comitato ci- vico, unito a quello del suo presidente, è la senatrice del MoVimento 5 Stelle Virginia La Mura. “Nei momenti caldi dello sgombero lei era spesso presente. Aveva promesso una battaglia a Roma, mari e monti per i nonnini. Sono mesi, ormai, che invece resta zitta. Passato il clamore mediatico della vicenda” sottolinea Marinò intervistato al riguardo “ha assunto un atteggiamento passivo. La Mura non ha fatto nulla per i nonnini della sua Pompei. Ha dimenticato tutti, abbandonando i nonnini a un incerto e infelice futuro”. Eppure, prima del contestato sgombero i cui destini si intrecciano con l’avvio del cantiere per il progetto cittadino Eav da 67 milioni di euro, che a breve dovrebbe partite in città con tanto di visita del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, la senatrice La Mura sembrava avere molto a cuore le sorti dell’ospizio. Chiare, infatti, le sue posizioni pubblicamente espresse contro lo sgombero di Casa Borrelli. E molte date anche in pasto all’opinione pubblica attraverso i social. In un post del 16 febbraio scorso, apparso sul personale profilo Facebook, la senatrice del MoVimento 5 Stelle scrisse a chiare lettere: “Nessuno si sposterà da lì, nè anziani nè dipendenti”. Ancora più esplicito un suo post del 7 agosto 2019: “Sfratto coatto, il sindaco di Pompei si vergogni!” tuonò quel giorno Virginia La Mura su Facebook. “Manca qualsiasi bando o piano comunale” proseguiva la senatrice pentastellata “che preveda i tempi dei lavori e il rientro degli ospiti. Il sindaco, con tutta l’amministrazione, si vergogni! Non sono queste le modalità! Mi attiverò subito affinché siano presi provvedimenti contro questo scempio”.