Torre Annunziata, Bimbi contagiati, vertice in Comune con l’Asl

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, Bimbi contagiati, vertice in Comune con l’Asl

Si chiama «Ascaris lubricoides» ed è il parassita che sta contagiando decine di bambini, un caso di infestazione parassitaria partito dall’istituto scolastico Parini-Rovigliano di via Mortelleto a Torre Annunziata e che da settimane sta seminando  paura e panico tra i genitori e la platea scolastica. Ieri mattina in Comune un incontro al quale hanno partecipato il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, i vertici del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’AslNa3 Sud, alcuni medici pediatri, la dirigente scolastica Maria Antonietta Zeppetella Del Sesto, una delegazione di genitori.  Un confronto costruttivo sopratutto che ha chiarito anche che gli unici casi si sono verificati solo nel plesso di Rovigliano e non alla scuola Siani dove alcune mamme non hanno presentato nessuna certificazione ufficiale dopo aver dato l’allarme.

«L’obiettivo di questo incontro – spiega il primo cittadino – è quello di fare chiarezza su questa vicenda e di evitare di creare ulteriori allarmismi. Comprendo la preoccupazione dei genitori; il problema esiste, ma va affrontato e risolto seguendo un unico protocollo che sia condiviso da tutte le parti in causa. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori incontri con i genitori e gli altri istituti scolastici del territorio, affinché venga fatta una corretta informazione sulla problematica, sugli accorgimenti da adottare e sulla profilassi da seguire». «Risulta piuttosto complicato risalire al serbatoio dell’infestazione – affermano i responsabili dell’Asl, Adele Carotenuto e Francesco Fanara – ma proveremo ad individuarlo attraverso alcune indagini epidemiologiche da condurre su soggetti contagiati e sui nuclei familiari. Le larve attecchiscono una volta che vengono ingerite le uova attraverso l’acqua o il cibo, oppure tramite oggetti contaminati dalle feci del soggetto infetto. Giunte nell’intestino, trovano le condizioni adatte per schiudersi e diventare larve. Poi, mediante il flusso sanguigno, viaggiano nel fegato e nei polmoni per poi giungere ai bronchi. Una volta in gola, vengono reingeriti nell’intestino. Il verme adulto può sopravvivere un anno e può provocare ostruzione intestinale, febbre, respiro affannoso, inappetenza, feci con all’interno larve. Inutile nascondersi: considerato il numero di casi, 23 accertati su una popolazione scolastica di 450, si tratta a tutti gli effetti di un focolaio. Ecco perché è fondamentale indagare e capire il motivo per il quale ci sia stata una tale concentrazione in una sola scuola».«A strettissimo giro  – concludono Carotenuto e Fanara –  ci sarà una riunione con i pediatri per stabilire un protocollo comune da seguire e da distribuire, poi, a tutti gli istituti scolastici cittadini».

«Abbiamo cercato di creare le condizioni affinché non avvengano ulteriori contagi, ma non possiamo escluderlo a priori – spiega la dirigente scolastico, Maria Antonietta Zeppetella Del Sesto. Il personale scolastico  ha distribuito a tutti gli alunni della scuola l’amuchina e degli spruzzini con all’interno della candeggina per disinfettare i servizi igienici prima e dopo l’utilizzo degli stessi. Comprendo pienamente le preoccupazioni dei genitori, ma non è più ammissibile che i bambini non vengano a scuola senza che ci sia un provvedimento in tal senso che ne giustifichi l’assenza». Un incontro che ha tranquillizzato le mamme anche se resta l’ipotesi, secondo quanto sostenuto invece da alcuni medici, che quello che sta accadendo possa anche essere in qualche modo collegato al Sarno.