Bilancio, tasse alle stelle. Il sindaco non taglia i tributi

Adriano Falanga,  

Bilancio, tasse alle stelle. Il sindaco non taglia i tributi

SCAFATI –  Anno nuovo tariffe vecchie, come era prevedibile, nel 2020 non è prevista nessuna agevolazione o diminuzione sulle imposte comunali. C’è poco o nulla di nuovo nel Bilancio di Previsione approvato pochi giorni fa dalla Giunta Salvati. Un bilancio incentrato principalmente sul contenimento della spesa, nel rispetto dei limiti e delle prerogative dettate dal piano di riequilibrio voluto dalla Commissione Straordinaria e ratificato dalla Corte dei Conti solo sul finire del 2019. Difficile, se non impossibile, finanziare opere pubbliche con fondi comunali. La ripresa economica della città è affidata alla realizzazione delle opere coperte dai fondi Pics, quali la riapertura della Villa, la pubblica illuminazione, il completamento del Polo Scolastico, per citare le più importanti. Fondi disponibili, ma di fatto l’iter è ancora fermo alla fase progettuale.

Priorità alle assunzioni di personale, unico viatico per la “sopravvivenza” dell’Ente, che a fine 2020 si ritroverà un organico ridotto bel al di sotto delle 100 unità, vigili compresi. Già oggi non è possibile neanche garantire i servizi demografici, come il rinnovo della Carta D’Identità, procedura che può richiedere anche più di un mese di attesa. “Si ribadisce l’esigenza di evitare spese non obbligatorie e perseverare nel contenimento della spesa al fine di consentire il rispetto degli impegni assunti con l’approvazione del piano di riequilibrio” scrive nella nota integrativa l’oramai ex ragioniere capo Giacomo Cacchione. Sono quattro le posizioni debitorie principali cause dello squilibrio finanziario. L’Avvocatura ha generato un debito di 1,5 milioni di euro relativo a sentenze esecutive, certificato nel 2016 dai commissari. Nel 2018 saranno riconosciuti altri 1,6 milioni di euro mentre saranno 623 mila quelli relativi al 2019. Somme tutte impegnate e in parte liquidate. Il Pip, dopo l’accordo da 10 milioni di euro con gli espropriati, pesa ancora per ulteriori 10 milioni, tanti quanti i cosidetti “silenti”, cioè i debiti potenziali che potrebbero ancora emergere dalla gestione complessiva del debito. Erano 2,2 milioni di euro i debiti accumulati verso la Ecoambiente spa, la partecipata provinciale che gestisce lo Stir di Battipaglia. Saranno i commissari prefettizi nel 2018 a chiudere un accordo con la società, liquidandola in 60 rate mensili, regolarmente pagate a tutto il 2019 quelle in scadenza.

Pesano ancora i 4,4 milioni di euro di fatture non pagate dalla gestione del vecchio e disciolto Piano di Zona S1. Su tale somma il Comune di Scafati ha in carico appena 61.500 euro, ma essendo capofila, ha la responsabilità legale (e finanziaria) della gestione del Piano. Arrivando al capitolo Tasse, l’amara sorpresa. Confermate al tetto massimo le aliquote Imu e le addizionali Irpef. Nessuno sconto sulla Tari 2020, che pesa sul bilancio di previsione per 11 milioni di euro, circa 700 mila euro in meno rispetto al 2019. Una differenza che non dovrebbe generare sgravi. La parola finale toccherà al consiglio comunale, chiamato a ratificarlo (e ad emendarlo) entro il 31 marzo. Il sindaco di Scafati Cristoforo Salvati Il piano di rientro economico non permette investimenti per il rilancio della città Pochi dipendenti in Comune Al via l’iter per le assunzioni Personale ridotto all’osso, il sindaco di Scafati Cristoforo Salvati annuncia la svolta: previste 34 nuove assunzioni, che serviranno a far ripartire la macchina comunale ed evitare disagi per i cittadini. «Procede spedito l’iter amministrativo per l’avvio dei concorsi che ci permetteranno di assumere nuovo personale per il nostro Ente. – spiega il primo cittadino scafatese – Con delibera n.11 del 31 gennaio abbiamo approvato in giunta il piano triennale del fabbisogno del personale per gli anni 2020/2022 ed il piano annuale delle assunzioni per l’anno in corso.

Procederemo all’assunzione di ben 34 unità, che andranno a potenziare l’organico comunale, attualmente ridotto all’osso. Sarà per noi prioritario portare a termine le procedure previste nel minor tempo possibile, avendo l’urgenza di dotare gli uffici comunali di nuo vo personale, per evitare il blocco delle attività. C’è un dato che non possiamo non considerare: con gli uffici sguarniti non avremo la possibilità di garantire i servizi dovuti alla cittadinanza. I pochi dipendenti comunali stanno facendo un lavoro encomiabile per sopperire alle mancanze che si registrano nei vari settori. A loro va il mio ringraziamento, ma necessitano nuove professionalità che ci consentano di lavorare, di assicurare i servizi alla collettività e di portare avanti i progetti e le attività inserite nel nostro programma»