Alberto Dortucci

Rifiuti a Torre del Greco, denuncia per il sindaco: rischio sanitario in 11 quartieri

Alberto Dortucci,  

Rifiuti a Torre del Greco, denuncia per il sindaco: rischio sanitario in 11 quartieri

Torre del Greco, un mese dalla rivoluzione Nu. Il sindaco: «Fuori dalla crisi rifiuti»
A Torre del Greco 120 mini-discariche di rifiuti: l’inciviltà dietro il caro-tassa Nu

Torre del Greco. E’ stata necessaria una comunicazione ufficiale dei carabinieri della caserma Dante Iovino per «svegliare» il sindaco Giovanni Palomba dall’incubo-rifiuti in cui è nuovamente piombata Torre del Greco: una nota – arrivata all’indomani del blitz di Luca Abete con le telecamere di Striscia la notizia presso l’ex isola ecologica di via Litoranea, trasformata in discarica a cielo aperto – in cui sono state segnalate al Comune undici zone critiche sotto il profilo igienico-sanitario, a causa dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Una volta «scoperto» il problema, il primo cittadino ha ordinato le grandi pulizie in tutti i «siti incriminati» e disposto la parziale chiusura di quattro ex isole ecologiche. Un primo provvedimento per tamponare l’assalto degli eco-criminali – lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio resta convinto dell’esistenza di una «regìa criminale» dietro le ripetute emergenze – e per individuare le soluzioni idonee per fermare gli scempi. Non ultima, il ricorso all’esercito per intensificare i controlli anti-sversamenti.

I tre giorni di passione

A convincere finalmente il sindaco della necessità di mettere in campo azioni concrete per ripulire la città sono stati i carabinieri della compagnia di viale Campania, attraverso la «denuncia» inviata il 3 febbraio a palazzo Baronale. Undici le «zone rosse» individuate dai carabinieri come focolai incontrollati di rifiuti, in particolare ingombranti: le ex isole ecologiche di via Litoranea, via Cappella degli Orefici, via Camaldoli, via del Lavoro e via Cavallerizzi; via Lamaria; via San Gennariello; viale Lombardia, via Alcide De Gasperi, via Cimaglia e via Gaetano De Bottis. A rinforzare il concetto, la nota inviata dall’Asl Napoli 3 Sud – acquisita al protocollo dell’ente di largo Plebiscito il 4 febbraio – in cui si segnalava «un serio pericolo per la salute pubblica a causa dell’incontrollato deposito dei rifiuti» e si invitata il primo cittadino «a provvedere ad horas alla rimozione dei cumuli e ai successivi interventi di lavaggio e disinfezione».

Le grandi pulizie

Un «invito» colto, stavolta, al volo da Giovanni Palomba. Pronto a ordinare alla ditta Buttol – il colosso ambientale a cui è stato aggiudicato l’appalto da 50 milioni per l’introduzione del «porta a porta» in città – l’immediata pulizia dei siti indicati da carabinieri e Asl Napoli 3 Sud. Le operazioni – secondo il provvedimento firmato il 5 febbraio – dovranno essere ultimate entro 48 ore. Poi scatterà la fase due, affidata alla dirigente d’oro all’ambiente Claudia Sacco: la chiusura delle ex isole ecologiche prese di mira dagli eco-criminali. Un «accorgimento» per provare a fermare l’ininterrotto e sospetto accumulo di ingombranti in ogni zona della città. Una volta chiuso le aree maggiormente a rischio scatterà la fase tre: il controllo del territorio.

L’ipotesi esercito

Il rispetto delle norme previste dalla raccolta differenziata spetterà, in un primo momento, agli agenti della polizia municipale. Ai vigili urbani guidati dal comandante Salvatore Visone, lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio chiederà maggiore «presenza» durante le ore critiche. Ma, alla luce delle carenze di organico già evidenziate sia dal comandante sia dall’assessore Raffaele Arvonio, non è esclusa l’ipotesi di ricorrere all’esercito per provare a scrivere la parola fine all’emergenza. «Segnaleremo la questione alle autorità competenti e valuteremo la possibilità di chiedere l’intervento dell’esercito», conferma il sindaco Giovanni Palomba. Finalmente pronto a mettere in campo misure drastiche dopo 18 mesi passati a minimizzare le criticità legate al settore Nu e a scherzare in televisione sulle abitudini alimentari dei cittadini di Torre del Greco.

©riproduzione riservata