Coronavirus, diktat di Abbac: «Evitare discriminazioni e basta psicosi»

Vincenzo Lamberti,  

Coronavirus, diktat di Abbac: «Evitare discriminazioni e basta psicosi»
epa08182387 An ambulance arrives at the Spallanzani hospital where the two Chinese tourists tested coronavirus positive are hospitalized, Rome, Italy, 31 January 2020. These are the first two cases registered in Italy. EPA/GIUSEPPE LAMI

Agostino Ingenito è il presidente dell’Abbac, associazione regionale che raggruppa i titolari di bed and breakfast e affittacamere di tutta la Campania. L’epidemia di coronavirus rischia di avere ripercussioni su tutto il sistema turistico.

Presidente, siete preoccupati?

«Noi siamo preoccupati perché questo virus blocca il processo di sviluppo e collegamento tra Cina e Europa che nel 2020 avrebbe avuto un incremento notevole. Sono stati siglati accordi per nuovi 600 voli per far arrivare in Italia non solo gruppi organizzati ma anche viaggiatori cinesi individuali che potevano avere la possibilità di scegliere la destinazione e raggiungere le località del Sud».

Quali sono i passi che come associazione avete fatto?

«All’indomani dell’annuncio di questa epidemia abbiamo chiesto di avere cautela evitando discriminazioni che in questo periodo sono sempre più numerose e più preoccupanti. Alcuni operatori rifuggono da prenotazioni di cittadini di origine cinese. Stiamo dialogando con tutti per evitare che si chiudano porte in faccia ai tanti cittadini cinesi ma con nazionalità europea o italiana. La preoccupazione va bene, ma la psicosi va allontanata. Le linee guida del ministero della salute e dell’Oms dicono quali sono i rischi e modalità e quali precauzioni adottare. Ai nostri operatori diciamo no alle discriminazioni, sì all’accoglienza di cinesi che non hanno nessun contatto con la zona colpita dall’epidemia che è il Wuhan».

Come ritenete si debbano muovere le istituzioni?

«Come stanno facendo. Amplificando le rassicurazioni rispetto a rischi di contagio, fornendo un disciplinare e un rafforzamento di una comunicazione fissa sui rischi, sulle precauzioni. Allo stesso tempo stiamo trasferendo agli associati e agli operatori le prescrizioni ma senza alcun intendo discriminatorio anche perché quella cinese è una fetta importante dei viaggiatori che, soprattutto in una logica di destagionalizzazione del turismo va incentivata ed accolta. Siamo preoccupati ma ci auguriamo che questa epidemia venga contenuta e si possa tornare alla normalità».

Parliamo, del resto, anche di turisti che fanno la fortuna dei paesi in cui arrivano.

«Certo, la maggior parte di cinesi sono ottimi “spender”, hanno un profilo economico alto, sono innamorati del made in Italy, amano soggiornare in strutture belle e mantenere un margine di spesa alto su moda e agroalimentare sostenendo la nostra economia dove il turismo è fondamentale».