Guerra sul trasporto alunni a Sant’Antonio Abate. Vigilessa aggredita fuori scuola

Elena Pontoriero,  

Guerra sul trasporto alunni a Sant’Antonio Abate. Vigilessa aggredita fuori scuola

Neanche il tempo di partire che gli scuolabus restano incastrati in un mare di polemiche. Alta tensione sull’affidamento del servizio e a essere aggredita è stata una vigilessa a pochi metri dall’ingresso della scuola elementare. Sott’accusa è finito uno dei pulmini utilizzati dalla ditta Riccitelli, affidataria dell’appalto, ritenuto poco idoneo per il trasporto dei bambini. Ad alimentare le polemiche anche il titolare di una ditta di scuolabus che, negli anni passati, aveva gestito il servizio proprio a Sant’Antonio Abate. Un appalto terminato ancora prima della naturale fine, per una rescissione contrattuale decretata dal presunto uso di targhe alterate dei pulmini. Insomma, la ditta fu fatta fuori e adesso pare mediti la vendetta. Una volta arrivato lo scuolabus a destinazione, la vigilessa in servizio aveva assistito i ragazzi durante l’ingresso a scuola. A lei si era rivolto anche il titolare della ditta silurata, chiedendo ripetutamente di mettere a verbale le irregolarità dello scuolabus appena arrivato. Un battibecco che si è trasformato, poi, in un’aggressione verbale nei confronti della poliziotta che ha messo sì a verbale, ma le accuse e le parole dette dall’imprenditore furibondo. Malumori innescati già in sede di gara, quando a es- sere esclusa è stata la ditta Angelino, perché secondo la commissione esaminatrice «…non vi è un progetto tecnico da valutare e pertanto non è possibile effettuare nessuna valutazione e quindi l’operatore economico I viaggi di Angelino è escluso dalla procedura». E l’unica concorrente da esaminare è stata la Riccitelli, che ha vinto l’appalto con un ribasso dello 0,12% su base d’asta di 145mila euro oltre Iva, per un servizio concordato dal primo giorno di febbraio e fino al 31 maggio 2020. Un trasporto scolastico che, come la mensa, potrebbe riservare ancora una volta un colpo di scena, con il ricorso al Tar della ditta esclusa e l’accoglimento da parte del giudice. Una possibile e ulteriore grana per l’amministrazione comunale, che aveva puntato su mini-appalti proprio per rendere maggiormente efficiente il criterio di rotazione tra le ditte, oltre che a immaginare un monitoraggio più incisivo sulle affidatarie dei servizi, soprattutto dedicati ai bambini. A cercare una giustizia fai-da-te ha provato, invece, il titolare di una ditta poi silurata, che ha aggredito una vigilessa in servizio per uno scuolabus ritenuto non ido- neo. Un punto di vista dell’imprenditore, andato su tutte le furie per non aver ottenuto il fermo del pulmino. Una lunga relazione è stata redatta dai caschi bianchi che hanno segnalato quanto accaduto. Nel mirino restano, ancora una volta, i caschi bianchi abatesi. Una più grave aggressione, infatti, si era verificata il 4 ottobre 2019. Una multa fu contestata da un cittadino che, preso dall’ira, tentò di strangolare un vigile. Una violenza che finì con la denuncia penale per un 38enne, catturato dopo una breve fuga. Le accuse per l’automobilista sono state pesanti: violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza, lesioni personali e rifiuti di indicazione sulla propria identità.