In bilico la ciminiera storica di Gragnano, il Comune corre ai ripari

Elena Pontoriero,  

In bilico la ciminiera storica di Gragnano, il Comune corre ai ripari

I segni del tempo cominciano a mettere a rischio l’antica ciminiera dell’ex pastificio Garofalo, abbandonata insieme ai laboratori di produzione all’inizio degli anni Novanta. Una pioggia di segnalazioni erano arrivate in Comune da parte dei residenti preoccupati per lo stato dei luoghi. A rischio crollo, infatti, resta la storica ciminiera dell’ex pastificio Garofalo di via Santa Caterina. Un lavoro certosino cominciato da qualche anno negli uffici comunali per risalire ai numerosi eredi della proprietà, an- data all’asta dopo il dichiarato fallimento dell’attività. Una lista infinita di nomi a cui il Comune ha intimato la messa in sicurezza non soltanto della ciminiera, ma anche dell’intera area altamente degradata e con necessità di una bonifica per garantire la tutela dei tanti residenti della zona che si divide tra via Santa Caterina e via Roma. E se il centro della città si rifà il look, appena a pochi metri restano le macerie di un immobile che ha fatto storia ma non è stato mai riqualificato e destinato a nuova funzionalità. Ritenuta un sim- bolo, la torre svetta da anni tra le case e potrebbe, adesso, sbriciolarsi sotto gli occhi di tutti con gravi conseguenze. Un maestoso e pesante obelisco rimasto in bilico su un piedistallo di carta. Perché alla base dell’antica ciminiera ci sono le macerie, quanto rimasto di quella che fu la fabbrica di pasta fondata da Alfonso Garofalo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il pastificio più grande di Gragnano e uno dei maggiori del mondo in quel dato periodo storico. Annesso all’edificio di via Santa Caterina c’erano anche il mulino e la segheria che costruiva gli imballaggi di legno. Dopo la morte del capostipite e imprenditore Alfonso Garofalo, l’eredità divise la famiglia che generò due gruppi, uno capeggiato da Lucio Garofalo che conquistò la filiale di piazza Marconi, e l’altro gruppo capeggiato da Mario Garofalo che cercò di portare avanti l’enorme struttura. Successivamente i figli di Mario Garofalo vendettero lo storico pastificio di via Santa Caterina al pastaio Aprea di Formia, che portò avanti una riqualificazione e riprese la produzione. Tutto continuò a funzionare fino alla morte dell’imprenditore Aprea. A quel punto la moglie e vedova Sacco non riuscì a portare avanti la produzione, per cui portò i libri in tribunale e dichiarò fallimento. Gli attuali proprietari sarebbero i numerosi discendenti degli acquirenti che parteciparono all’asta, di cui diversi neanche residenti a Gragnano. Da qui il vero problema a risalire ai proprietari che avrebbero dovuto, già da tempo, riqualificare l’area e mettere in sicurezza la torre-ciminiera. Una struttura edificata alla fine degli anni Settanta dalla famiglia Garofalo, poi abbandonata tra il 1987 e il 1993, quando tutte le attività di produzione furono trasferite nella moderna azienda di via dei Pastai, attualmente in uso. Una posizione strategica era stata scelta per realizzare quello che fu uno degli storici pastifici, diventato poco funzionale per una logistica difficile da gestire. Lì dove la famiglia Garofalo aveva fatto il primo grande investimento, resta un unico segno che lo continua a ricordare: la ciminiera. Si tenta, quindi, il recupero della torre e dell’area che dovrà essere sottoposta a una messa in sicurezza ordinata dal sindaco Paolo Cimmino, per un effettivo rischio crollo riscontrato a margine del sopralluogo effettuato dai tecnici comunali e dai vigili urbani.