Ottaviano. Appello ai cittadini: «Ridateci i beni rubati nel Castello»

Giovanna Salvati,  

Ottaviano. Appello ai cittadini: «Ridateci i beni rubati nel Castello»

Un letto a baldacchino, ventagli da parete, candelabri, tele dell’Ottocento, mobili di ogni genere, suppellettili in porcellana, ma anche decine e decine di cimeli in oro e argento. Tendaggi e statue d’oro come i puttini che adornavano una delle camere da letto, poltrone, abiti storici e selle, corredi ricamati a anfore preziose. E’ quanto componeva – ma c’è molto altro ancora – l’arredo del Palazzo Mediceo di Ottaviano. Un patrimonio prezioso, un pezzo di storia che rappresentava, insieme alla bellissima struttura, un tesoro prezioso. Tutto scomparso, trafugato. Nel tempo, dal giorno dell’abbandono dei reali fino all’affidamento ufficiale al Comune di Ottaviano la struttura è rimasta completamente dimenticata. Da una favola fatta di principi e reali al simbolo del degrado così da diventare meta di sciacalli. Purtroppo, molti di questi persino ottavianese. Ebbene c’è chi è riuscito a sottrarre beni di ogni tipo e di ogni valore. Lo ha fatto di notte e di giorno, ma tutto con l’obiettivo di portare via un pezzo di valore dal palazzo. Un furto vero e proprio perchè quei beni non appartenevano per nulla a coloro che se ne sono impossessati. C’è chi ovviamente ha approfittato e l ha rivenduti e chi invece li tiene ancora nascosti nell’angolo di una cantina. Dimenticati ancora una volta. Impolverati o ingialliti. Ma ognuno di quel pezzo potrebbe diventare un componente importate per ricostruire la storia del palazzo ma anche, e sopratutto, aiutare il Comune di Ottaviano e il Comitato Cifariello ad allestire una mostra permanente all’interno delle scuderie. A lanciare un grido ai cittadini ottavianesi è il presidente del Comitato, Marcello Fabbrocini «Vorrei che i cittadini ottavianesi ascoltassero il nostro appello – dice – in tanti hanno un ricordo nelle proprie abitazioni, un pezzo di storia importante. Dal valore economico ma ancora di più dal valore storico ed archeologico. Non vogliamo nemmeno conoscere l’identità ma a loro chiediamo di farci recapitare ciò che hanno nelle loro case, nelle cantine. Sarebbe un bellissimo gesto, un segnale prezioso e ci permetterebbe di realizzare finalmente una mostra permanente e creare un museo storico. Il turismo potrebbe essere un importante punto di partenza, aggiungiamo tutti un tassello ad un edificio che aspetta di essere ammirato. Chiunque abbia un pezzo del Palazzo ci contatti, contatti il Comune ma davvero impegniamoci a riportarli alla luce. Facciamolo per i nostri figli, perchè solo la cultura potrà davvero dare una sterzata positiva in un momento storico sempre più in crisi di valori e di identità». Un appello importante, un segnale che potrebbe davvero rispolverare tesori preziosi da mettere in vetrina e cancellare per sempre quel marchio che ha associato per tempo il palazzo alla criminalità. ©riproduzione riservata