Somma Vesuviana. Inchiesta sul voto, appello ai politici: «Mostrate i certificati penali»

Giovanna Salvati,  

Somma Vesuviana. Inchiesta sul voto, appello ai politici: «Mostrate i certificati penali»

Si chiama certificato ex articolo 335 del codice di procedura penale e viene rilasciato in carta libera. Viene emesso su richiesta delle persone interessate ed attesta le iscrizioni, nei registri in dotazione all’ufficio di Procura, dei fascicoli ancora in fase di indagini preliminari. Insomma: è un atto attraverso il quale, ogni libero cittadino può venire a conoscenza di eventuali procedimenti in corso. Un certificato semplice, da richiedere all’ufficio del palazzo di giustizia e che potrebbe così in parte fare chiarezza sulla posizione di alcuni politici finiti nel mirino della magistratura. Ad alzare la voce e a pretenderli per fare chiarezza sull’inchiesta che sta travolgendo il Comune di Somma Vesuviana e le elezioni del 2017 che hanno decretato la vittoria di Salvatore Di Sarno è Ciro Sannino. Le ombre riguardano il presunto voto di scambio finalizzato alla elezione di alcuni candidati. C’era anche lui nel 2017 a quelle elezioni e anche lui con un sogno nel cassetto: diventare sindaco. Ma il risultato elettorale invece lo vide defenestrare già al primo turno. A questo seguì il ballottaggio tra Celestino Allocca, figlio dell’ex sindaco Ferdinando e l’attuale poi primo cittadino Salvatore Di Sarno. Ciro Sannino però, da quel giorno, non ha mai smesso di fare politica. E proprio in queste ore come leader dei Cinque Stelle ha deciso di lanciare un appello più concreto dei tanti spot. «Il sindaco in un comunicato ufficiale ha confermato l’esistenza di indagini in corso – dice Sannino – alcuni consiglieri comunali hanno  chiesto al sindaco di fare chiarezza andando in Procura. Ebbene, a questo punto sgomberate il campo da ogni dubbio: gli amministratori si rechino in Procura e chiedano il proprio casellario giudiziario, i propri carichi pendenti e il modello ex art.335 per capire se si è coinvolti in indagini in corso e li pubblichino tutti. Una cosa normalissima, prevista anche dalla legge, fare chiarezza e tutelare il buon nome di Somma Vesuviana». Un appello pubblico, diventato virale sui social ma che per ora sembra caduto nel vuoto. Intanto il sindaco Di Sarno, il politico peraltro maresciallo della guardia di finanza, ha rotto il ghiaccio «Io in Procura posso anche andarci – ma a chiedere cosa, se c’è un’indagine?  A chiedere di fare presto? La magistratura inquirente sa quando chiudere il fascicolo». Una dichiarazione che ha gelato tutti e che ovviamente conferma i fari dei pm sul suo Comune «La verità la voglio tutti quelli che non c’entrano nulla con questa storia». Ma poi senza mezze parole tuona «temo che per colpa di qualcuno si macchia la reputazione della mia città». Intanto però la tensione a palazzo Torino resta: l’inchiesta che scotta rischia davvero di far saltare l’amministrazione comunale. Per ora, a saltare è stata senza dubbio la poltrona di due consiglieri comunali di minoranza che hanno lasciato il loro incarico. Una fuga inaspettata che ha lasciato tutti spiazzati. A questo si aggiunge anche un altro appuntamento importante saltato nell’agenda del sindaco: il rimpasto di giunta. Intanto sulla scrivania del pm depositario dell’inchiesta c’è un fascicolo zeppo di atti. Un racconto ricostruito grazie all’attività investigativa meticolosa dei magistrati e delle forze dell’ordine. Un lavoro che ha permesso di ricostruire i mesi prima e dopo le elezioni, ricostruire una ragnatela inquietante che non solo mina il principio di democrazia ma ha anche portato alla luce ipotesi di reato pesanti che potrebbero sfociare persino in associazione, perchè tra le persone coinvolte non ci sono solo politici ma anche esponenti della criminalità organizzata. ©riproduzione riservata