Tassa soggiorno, Comune di Sant’Agnello contro gli hotel furbetti

Salvatore Dare,  

Tassa soggiorno, Comune di Sant’Agnello contro gli hotel furbetti

Imposta di soggiorno non versata, il Comune di Sant’Agnello decide di costituirsi parte civile contro gli operatori turistici finiti a giudizio. Si tratta di rappresentanti legali di hotel e strutture extralberghiere che, stando alle ricostruzioni fatte dalla Procura di Torre Annunziata e dalla tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense, non hanno liquidato al Comune nei termini e nelle modalità previste le quote di imposta riscosse dagli ospiti delle strutture. In tutta la penisola sorrentina ci sono un centinaio di imprenditori rinviati a giudizio. Rispondono tutti dell’ipotesi di peculato. In numerosi processi, i Comuni sono assenti e non si sono costituiti senza dunque chiedere i danni. A Sant’Agnello, invece, l’amministrazione municipale guidata dal sindaco Piergiorgio Sagristani ha deciso di prendere parte ai procedimenti penali. Ieri, sull’albo pretorio, è stata pubblicata la determina dirigenziale attraverso la quale il Comune amplia l’incarico all’avvocato Antonietta Caputo, che già rappresentava l’ente in alcuni procedimenti penali. Ora ci saranno altri due processi che – al di là del tipo di rito che sarà celebrato, possibile l’abbreviato – vedranno l’amministrazione di Sant’Agnello scendere in campo. Nel dettaglio, i procedimenti riguardano quote di imposta di soggiorno riferibili agli anni 2016 e 2017. In molti casi la quota dell’imposta di soggiorno è stata restituita comunque in ritardo rispetto alle prescrizioni. Ma non mancano i furbetti che avevano tentato di occultare le somme sottraendole alla disponibilità dell’ente pubblico. I processi per il caso dell’imposta di soggiorno non versata nei tempi e nei modi corretti da parte dei titolari di hotel e strutture extralberghiere sono tuttora in corso dinanzi ai magistrati del Tribunale di Torre Annunziata. Ma c’è un elemento che sta facendo discutere, sia in chiave politica che tra qualche legale difensore chiamato a provare a disarticolare il castello accusatorio allestito dalla Procura. I Comuni della penisola sorrentina sinora non si sono sempre costituiti parte civile nei procedimenti avviati a carico degli imprenditori turistici. Inizialmente vennero indagati 133 rappresentanti legali delle società che gestivano le strutture finite sotto la luce dei riflettori della guardia di finanza. Alcuni hanno ottenuto l’archiviazione, altri hanno preferito il rito abbreviato. Mentre diverse posizioni sono in attesa dell’avvio del dibattimento con rito ordinario.