Mazzette per gli appalti a Torre del Greco, l’anti-corruzione «bacchetta» il sindaco Palomba

Alberto Dortucci,  

Mazzette per gli appalti a Torre del Greco, l’anti-corruzione «bacchetta» il sindaco Palomba

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Torre del Greco. Dopo la procura di Torre Annunziata e la corte dei conti di Napoli tocca all’autorità nazionale per l’anti-corruzione accendere i fari su palazzo Baronale. E a «ricordare» al sindaco Giovanni Palomba e al segretario generale Pasquale Incarnato i provvedimenti necessari a tutelare le amministrazioni comunali in caso di inchieste legate a mazzette & appalti. Una procedura evidentemente sfuggita allo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio e al funzionario-dandy «ereditato» dal commissario straordinario Giacomo Barbato – mantenuto in municipio a dispetto delle perplessità espresse da diversi esponenti della maggioranza – in relazione alla posizione di Salvatore Loffredo, il responsabile del servizio cimiteriale travolto dallo scandalo sull’assegnazione di loculi e monumenti messi a bando. Il plenipotenziario del camposanto – a rischio processo insieme all’ex assessore Vincenzo Sannino per corruzione e turbativa d’asta – venne inizialmente sollevato dall’incarico e poi rimesso al proprio posto, con una «promozione» da 7.500 euro l’anno per la durata di tre anni. In pratica, fino alla pensione.

La lettera dell’Anac

Manovre evidentemente segnalate ai vertici dell’ufficio di vigilanza sulle misure anti-corruzione, pronti a prendere informazioni sulle vicende giudiziarie relative ai dipendenti comunali di Torre del Greco. Ricevendo notizie non propriamente «rassicuranti» dalla procura di Torre Annunziata. Ovvero, la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero a capo dell’inchiesta sulla «cricca degli appalti» in municipio per Luigi Accardo – all’epoca dei fatti impiegato presso il settore avvocatura e considerato «al servizio» dell’imprenditore Ciro Vaccaro, riferimento dei boss di camorra della città del corallo – e per Salvatore Loffredo. Alla luce delle risposte arrivate dal palazzo di giustizia di via Nazionale è scattata l’informativa al sindaco e al segretario generale, responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza a palazzo Baronale: una missiva per ricordare le «regole basilari» del monitoraggio delle attività dei vari settori del Comune e per ribadire la necessità di rotazione del personale in presenza di procedimenti giudiziari o disciplinari per corruzione. Ma la lettera arrivata dall’Anac non vuole essere solo un «memorandum» per sindaco e segretario generale. Anzi. Perché la missiva si chiude con l’esplicita richiesta di provvedere entro venti giorni a inviare una dettagliata relazione sulle attuali qualifiche di Luigi Accardo e Salvatore Loffredo e sulle iniziative intraprese dall’ente di largo Plebiscito con esplicito riferimento a eventuali «trasferimenti cautelari».

Due pesi e due misure

Per Luigi Accardo non ci dovrebbero essere problemi: l’ex perno intorno a cui girava il settore avvocatura è stato trasferito all’ufficio di protezione civile, passando dal complesso La Salle – la sede operativa del Comune – a una palazzina all’interno degli ex Molini Meridionali Marzoli. Quindi, zero contatti con i precedenti colleghi e zero possibilità di portare avanti – in linea puramente teorica – le attività già finite al centro delle attenzioni degli investigatori. Completamente diverso, invece, il discorso per Salvatore Loffredo. A partire dallo scorso 26 luglio – durante i venti giorni di strategiche dimissioni da sindaco presentate da Giovanni Palomba – al responsabile del servizio cimiteriale venne assegnata, attraverso un provvedimento firmato dall’ingegnere Generoso Serpico, una posizione organizzativa da «capo del camposanto». Da sei mesi, dunque, l’imputato eccellente dell’inchiesta su mazzette & appalti si occupa della «completa gestione» dei viali dell’eterno riposo. Con buona pace delle procedure previste dall’Anac.

La corsa ai ripari

All’indomani dell’arrivo della missiva, Pasquale Incarnato ha immediatamente convocato l’ingegnere Generoso Serpico e il dottore Massimiliano Palumbo – rispettivamente alla guida del settore urbanistica e del settore affari generali – a palazzo Baronale per affrontare la spinosa vicenda. Davanti alla richiesta di spiegazioni, i due funzionari avrebbero ricordato come la questione era stata già affrontata in passato e poi accantonata dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Intenzionato ora, al contrario, a dare un’accelerata all’avvio della procedura di trasferimento in modo da sistemare le cose con l’autorità nazionale per l’anti-corruzione.

Le politiche sociali

Risolto il «problema» relativo a Salvatore Loffredo, il sindaco si potrebbe trovare alle prese con una situazione analoga con il dirigente alle politiche sociali Andrea Formisano. L’ex vicecomandante della polizia municipale rischia il processo – udienza fissata a inizio marzo – per la gestione del centro anti-violenza del Comune, ma resta regolarmente al proprio posto. Una linea dettata direttamente dal sindaco la scorsa estate, quando i «sostenitori» della candidatura di Renato Grimaldi – il guru dei finanziamenti sul welfare, poi chiamato in varie occasioni a «collaborare» con l’amministrazione comunale – erano già pronti a tornare alla carica.

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