Scontro per 50 nuove case a Sorrento: un’altra battaglia legale

Salvatore Dare,  

Scontro per 50 nuove case a Sorrento: un’altra battaglia legale

Ci risiamo. Nuova battaglia legale sul progetto che prevede la costruzione di una cinquantina di case al rione di Santa Lucia. La società Am Marine (già Apreamare), dopo aver incassato una batosta al Tar della Campania, decide di non mollare e fa ricorso. Così si affida ai giudici del Consiglio di Stato sperando di ottenere il disco verde alla riconversione del capannone ex Apreamare. Il progetto, ora portato avanti dalla società Aldebaran col progetto varato dall’ingegnere Antonio Elefante, prevedeva la realizzazione di un complesso immobiliare con 53 appartamenti, di cui 19 da cedere con la formula dell’housing sociale. C’erano già 300 persone che avevano fatto richiesta di assegnazione degli alloggi: le case sarebbero state messe in vendita a un prezzo non superiore a 2mila 600 euro al metro quadrato. Fumata nera per il Tar della Campania che ha chiarito come i lavori non siano consentiti dallo strumento urbanistico tanto da giudicare inapplicabile l’opportunità legata alla legge regionale del Piano casa. In prima istanza, i magistrati campani ritengono che il fabbricato da edificare non rispetti le leggi sulle altezze degli edifici e sulle distanze da rispettare rispetto agli altri immobili. Una sentenza, quella emessa qualche mese fa, a dir poco pesante che sostenne gli esposti inviati anche al ministero della giustizia e dell’ambiente da residenti del rione di Santa Lucia e associazioni ambientaliste tra cui Italia Nostra, Vas e Wwf Terre del Tirreno. Ora però Am Marine ci riprova, anche perché l’eventuale realizzazione del progetto consentirebbe di attivare un giro milionario di investimenti e fornire l’opportunità di piazzare sul mercato nuovi appartamenti. Il Tar ha annullato il permesso di costruire rilasciato dal Comune ad Aldebaran, il parere favorevole della Soprintendenza, l’autorizzazione paesaggistica e la delibera con cui il consiglio comunale approvò lo schema di convenzione per gli alloggi. Secondo i giudici, il progetto è incompatibile con il Put della penisola sorrentina con la normativa che non prevede deroghe al Piano casa a dispetto delle intenzioni di Aldebaran ed Elefante. Il tribunale si basa pure su una pronuncia della Corte Costituzionale secondo cui le previsioni dei piani paesaggistici come il Put non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti di sviluppo economico. Né il progetto di Elefante, per il Tar, è compatibile con il piano urbanistico territoriale visto che l’area oggetto dei lavori è definita come zona D1 dove, per il Tar, si consentono solo interventi per insediamenti produttivi e industriali. «Ci troviamo di fronte a un intervento di nuova edificazione. E’ pacifico che l’immobile esistente, un capannone industriale dismesso, sia un manufatto del tutto diverso dall’edificio che si progetta di costruire, una palazzina a destinazione residenziale» affermò il Tar. Il punto decisivo, dunque, è se sia possibile in una zona in cui il Put consente espressamente insediamenti produttivi e piccole industrie – demolire un capannone e costruire, al posto di quest’ultimo, una palazzina di tre piani interrati e cinque piani fuori terra, a destinazione residenziale. Il Tar però «ritiene un simile intervento edilizio incompatibile con la destinazione impressa dal Put alla zona D1, non potendo lo stesso essere qualificato come un mero intervento di ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso». Ora il secondo round al Consiglio di Stato.