Torre Annunziata. Arma rubata ad un poliziotto: era nascosta a casa di un pregiudicato

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Arma rubata ad un poliziotto: era nascosta a casa di un pregiudicato

Di quella pistola calibro nove si erano perse le tracce dal 2008. Da quando un poliziotto del commissariato di Caserta ne aveva denunciato il furto. L’arma era all’interno della sua abitazione poi scomparsa durante la notte quando ignoti si erano introdotti in casa portandola via. Un furto che l’uomo denunciò subito. Aveva consegnato tutti gli estremi, compresa la matricola dell’arma. Ma della pistola poi più nessuna notizia. Scomparsa nel nulla. Fino a ieri. Dopo undici anni la pistola è stata ritrovata e a Torre Annunziata. L’hanno recuperata i carabinieri durante una perquisizione all’interno dell’appartamento di un pregiudicato, Luigi Losco. L’uomo la teneva nascosta assieme a diverse dosi di cocaina ma sopratutto insieme a cento proiettili. Una scoperta inquietante, un ritrovamento che ha fatto balzare dalla sedia gli inquirenti. La pistola non aveva nemmeno la matricola abrasa e questo fa pensare che l’arma è stata venduta all’uomo come nuova. Ma proprio perchè in dotazione alle forze dell’ordine, con molta probabilità con un costo che oscilla dai mille fino a tremila euro.  L’arma è stata recuperata e sottoposta a sequestro. Saranno ora gli esami balistici a  riscontrare se la pistola è stata usata in eventuali agguati. Ma per ora la certezza che la pistola sia stata non solo rubata ma piazzata sul mercato nero delle armi apre nuove piste investigative. Chi ha venduto la pistola a Losco? E perchè l’arma era in casa? Pronta per essere usata o l’uomo è uno dei tanti custodi che la camorra utilizza per mettere a sicuro armi e droga? Losco infatti non risulta affiliato a nessun clan e questo non fa altro che aumentare i sospetti e rendere sempre più credibile la pista di nuovi escamotage per eludere controlli. Losco è stato subito arrestato e trasferito nel carcere di Poggioreale in attesa della convalida del fermo. Appena 24 ore prima a finire nei guai era stato un altro insospettabile, un collaboratore scolastico in servizio in una scuola di Cava de’ Tirreni che nascondeva in casa quasi due chili di marijuana. In due giorni due  arresti e due ritrovamenti importanti che fanno riaccendere i riflettori sul clima di terrore in città dopo le stese e le bombe carta, un clima nel quale i cittadini chiedono maggiori controlli e sicurezza.