Vincenzo Lamberti

De Luca a capo di Fincantieri La “buonuscita” per l’addio

Vincenzo Lamberti,  

De Luca a capo di Fincantieri La “buonuscita” per l’addio

Il Pd sta lavorando all’exit strategy per uscire dall’empasse sulla candidatura del Governatore. Vincenzo De Luca scherzando, ma non troppo, nei giorni scorsi aveva detto che gli era stata proposta anche la presidenza dell’Onu. Forse alle Nazioni Unite Zingaretti non è mai arrivato, ma appare chiaro invece che i Democrat stiano cercando di gestire questo delicato momento politico senza strappi. Ed è così, che nei giorni scorsi, è nata l’idea: affidare a De Luca la presidenza di Fincantieri, la storica azienda a partecipazione pubblica che ha tra le sue sedi anche quella importante di Castellammare. Un ruolo di primo piano, una visione manageriale e la possibilità di gestire il futuro del colosso della cantieristica a livello internazionale anche dopo la fusione con Stx. Sul piatto, infatti, Zingaretti avrebbe dovuto mettere un’offerta politica allettante per convincere l’ex sindaco di Salerno a desistere dalla corsa. Il vertice di un’azienda pubblica italiana operante nel settore della cantieristica navale ed è attualmente il più importante e complesso cantiere navale d’Europa e 4° del mondo, potrebbe essere la carta giusta da usare come una sorta di “buonuscita” per i cinque anni da Governatore. Non solo: De Luca ovviamente vorrebbe che anche i suoi due figli, Roberto e Piero, continuassero ad avere incarichi di primo piano nel partito e continuassero il “corsus honorum” che il Governatore aveva immaginato per loro. I vertici Dem sanno benissimo, infatti, che De Luca non lascerà l’ipotesi candidatura fino a quando non sarà chiaro il futuro suo e dei suoi figli. Il segretario nazionale sa bene, allo stesso modo, che è praticamente impossibile far fare un passo indietro all’ex sindaco di Salerno solo per “spirito di responsabilità”. Ai suoi uomini più fidati De Luca, pur sapendo che per vincere l’alleanza coi Cinque Stelle è necessaria, continua a ripetere di essere pronto a scendere in campo anche da solo. Una “minaccia” politica fatta arrivare più volte nelle stanze del Nazareno che non piace ai vertici dei Democratici. Se De Luca, con uno stuolo di civiche e liste civetta, decidesse di candidarsi, porterebbe al suicidio  politico di qualsiasi esponente a capo dell’alleanza tra Pd e Cinque Stelle. Tra i nomi dei papabili, qualora De Luca davvero dovesse accettare l’offerta del Governo di diventare Ceo di Fincantieri, spunta quello di Gaetano Manfredi. Attuale ministro della Ricerca e rettore della Federico II. Un nome che potrebbe andar bene anche ai pasdaran grillini che su De Luca hanno alzato le barricate.

La Lega non molla.

“I nomi verranno dal tavolo nazionale” sono state le parole di Gianluca Cantalamessa, parlamentare della Lega, ex coordinatore campano, parlando del nome del candidato per la presidenza della Regione Campania. “ Ci sarà una sintesi a breve uscirà il nome migliore per un centrodestra unito. Credo che, visto e considerato il numero dei ragazzi che hanno lasciato la Campania negli ultimi anni per mancanza di lavoro – ha concluso – i cittadini siano più interessati ai programmi: infrastrutture, trasporti, agricoltura, lavoro e sicurezza”. Dietro quelle che potrebbero sembrare frasi di facciata si nasconde il tentativo della Lega e di Matteo Salvini di puntare alla candidatura in Campania. Genny Sangiuliano, direttore del Tg2, è il nome su cui vogliono puntare i leghisti campani a cui l’idea di rimettere al centro del progetto Stefano Caldoro non piace per niente. “Nessuno può pensare di mettere un bavaglio alla Lega” ha esordito Pina Castiello, parlamentare della Lega, in occasione di una manifestazione del partito nel quartiere Scampia, a Napoli. “Scampia è importante – ha affermato – perché non esistono cittadini di serie A e di serie B. Nel corso di questi anni abbiamo assistito solo a passerelle – ha aggiunto – a cominciare da de Magistris e De Luca che sono venuti qui per prendere consenso elettorale, ma non hanno mai affrontato alcuna questione”. La Castiello accusa: “Noi, come Lega, ci mettiamo la faccia da tempo – ha concluso – Scampia deve essere conosciuta per altri motivi e siamo qui per ribadire la nostra lotta e dire ‘No’ in maniera forte e seria alla camorra”. Parole su cui il coordinatore regionale, Nicola Molteni, mette il sigillo: “Arriverà il nome giusto al momento giusto. Noi lavoriamo sui programmi e sulle liste – ha affermato – al momento giusto arriverà l’uomo giusto per guidare la coalizione di centrodestra. La settimana scorsa, abbiamo lanciato una grande manifestazione programmatica per tracciare quello che la Campania 2020 – ha concluso – deve essere per il futuro”.