Tiziano Valle

Asl, tagli alle ambulanze. Tremano 40 infermieri

Tiziano Valle,  

Asl, tagli alle ambulanze. Tremano 40 infermieri

Via le società dalle postazioni di 118 dell’Asl Napoli 3 Sud, il servizio sarà gestito solo da associazioni di volontariato. La decisione del direttore generale Gennaro Sosto sta scatenando tensioni tra gli operatori del settore. Almeno una quarantina tra autisti e infermieri, impegnati sulle ambulanze che ogni giorno garantiscono assistenza, in caso di emergenze, rischiano di perdere il posto di lavoro. Il motivo è semplice: attualmente sono sotto contratto con le società che assicurano il servizio in alcuni presidi dell’Asl Napoli 3 Sud e percepiscono uno stipendio fisso. Quando la gestione delle postazioni di 118 passerà alle associazioni di volontariato, queste ultime potranno garantirgli al massimo un rimborso giornaliero da 10 euro che in ogni caso non potrà superare i 150 euro al mese. Il rischio è quello di favorire un sistema di retribuzione a nero, a cui ovviamente non intende sottostare chi attualmente ha un regolare contratto di lavoro.

Nonostante le criticità più volte rappresentate anche dagli operatori del settore, l’Asl Napoli 3 Sud intende tirare dritto per la propria strada. A confermarlo è proprio la delibera approvata dal direttore generale Gennaro Sosto che punta a disciplinare i rapporto di convenzione per il servizio «di trasporto sanitario di emergenze/urgenze». Una gestione oggi un po’ confusa. Dopo l’estromissione della società Paf, a cui fu revocato l’appalto per un’interdittiva antimafia nel 2015, l’Asl Na 3 Sud si ritrovò costretta a trovare una soluzione d’emergenza per non rischiare di interrompere un servizio essenziale. Da quel momento, alcune postazioni sono state affidate a società operanti nel settore (tipo Vico Equense, Sant’Agnello o Torre del Greco), mentre altre sono gestite da associazioni di volontariato (Castellammare, Pompei e Torre Annunziata, Gragnano, ad esempio).

La differenza è sostanziale: una postazione affidata a una società costa mediamente all’Asl 20-25mila euro al mese. Mentre per quelle gestite dalle associazioni di volontariato la convenzione si aggira sui 12.000 euro. In questo secondo caso, però, l’Azienda sanitaria è chiamata a coprire anche i costi sostenuti e fatturati dalle associazioni, come l’assicurazione dei mezzi e dei volontari, la tassa di possesso, il carburante, la manutenzione o addirittura l’acquisto in leasing di attrezzature necessarie allo svolgimento del servizio. Oltre al trasporto di emergenza/urgenza, l’Asl paga a parte -circa 60mila euro al mese – il trasferimento di pazienti presso altre strutture sanitarie, che richiedono anche la presenza di medico e infermiere a bordo delle ambulanze.

La domanda è d’obbligo: conviene all’Asl affidare il servizio a una società, garantendo 20-25mila euro al mese? Oppure conviene sottoscrivere una convenzione da 12mila euro e poi accollarsi tutti gli eventuali costi fatturati dalle associazioni di volontariato? Secondo l’azienda sanitaria locale la strada giusta è quest’ultima, nonostante i rischi siano tanti.

A partire dalla professionalità del personale a bordo delle ambulanze. Con le società ci sono persone che hanno maturato esperienza nel settore e hanno tutto l’interesse a formarsi, dato che hanno un contratto di lavoro. Il rimborso di 150 euro al mese concesso dalle associazioni, quantomeno dal punto di vista logico, non offre la stessa garanzia. E il problema è che la carenza di medici spesso costringe gli operatori a intervenire senza la disponibilità di personale sanitario a bordo. Accade già ora in città come Torre del Greco e Pompei, dove la prima assistenza ai pazienti, in caso di emergenze, viene affidata proprio al personale delle ambulanze, con tutti i rischi del caso.