Affitti brevi e imposta di soggiorno: la ricetta Franceschini per il turismo fa discutere

Redazione,  

Affitti brevi e imposta di soggiorno: la ricetta Franceschini per il turismo fa discutere

Affitti brevi, impresa dopo tre appartamenti e tassa di soggiorno da applicare in percentuale del costo camere, entro la soglia dei cinque euro a persona. La proposta lanciata dal ministro al turismo Dario Franceschini anima il dibattito nel settore ricettivo extralberghiero. L’Otei/Abbac chiede un urgente tavolo di confronto tra le parti per avviare un percorso condiviso. «La regolamentazione è la base comune per chiunque come noi operi legalmente e seguendo le normative – dichiara il coordinatore Otei Abbac Agostino Ingenito – Serve una sinergia che porti a una normativa chiara, condivisa con le Regioni e con noi che rappresentiamo il settore non solo per gli affitti brevi ma anche per le diverse normative regionali, i rapporti con le piattaforma ota, ma anche per la tassa di soggiorno che suscita non poche perplessità cosi come impiantata». La proposta arriva a seguito delle dichiarazioni di Franceschini che ha inteso lanciare una soglia massima di tre appartamenti in affitto per non essere considerati “impresa”.  «Sotto la soglia dei tre appartamenti – spiega il ministro – si continuerà a godere di regole semplificate e più convenienti. Oltre le tre case si parlerà, invece, di una vera e propria attività d’impresa che, quindi, sarà trattata fiscalmente come le altre aziende del comparto». «Sono tanti i pseudo non imprenditori che troverebbero scorciatoie alimentate da non chiari filtri delle piattaforme che vanno invece monitorate – continua Ingenito – L’obiettivo espresso dal ministro non è penalizzare i singoli cittadini, né tantomeno colpire il turismo esperienziale, con un’esperienza che consente al turista di capire come si vive all’italiana proprio soggiornando in una casa del posto. Dunque, si discriminerà “tra chi affitta nello spirito originario di Airbnb e chi, invece, maschera una normale attività di impresa”. Anche per la tassa di soggiorno a percentuale non mancano perplessità espresse dall’Abbac. La norma è già stata sottoposta al ministero dell’economia e sarà inserita nel collegato turismo, che potrebbe diventare legge già nel periodo giugno-settembre di quest’anno». La tassa di soggiorno non sarà più legata alla categoria dell’hotel, bensì diventerà una percentuale sul costo della stanza, con un massimo di 5 euro a persona. «Anche qui abbiamo espresso perplessità – continua Ingenito – Auspico un dialogo perché sono tante le storture del sistema dell’imposta di soggiorno, con disparità e gestione non sempre oculate dei Comuni» chiosa Ingenito.