Alberto Dortucci

Polveriera Anagrafe a Torre del Greco: mancano i lavoratori, rischio «part-time» al pubblico

Alberto Dortucci,  

Polveriera Anagrafe a Torre del Greco: mancano i lavoratori, rischio «part-time» al pubblico

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Torre del Greco. Organico ridotto all’osso: esplode la rivolta dei dipendenti comunali dell’ufficio Anagrafe, pronti a «minacciare» la parziale chiusura al pubblico per consentire lo svolgimento delle necessarie attività di back-office dell’unità operativa «servizi demografici». Si arricchisce di un nuovo capitolo la saga di criticità legate alle carenze di personale in municipio. Dopo le polemiche per le file infinite per le carte d’identità elettroniche – questione parzialmente risolta con l’introduzione del sistema di prenotazione – e le proteste per la chiusura degli sportelli di viale Sardegna, l’emorragia di lavoratori rischia di scatenare ulteriori disagi presso gli uffici degli ex Molini Meridionali Marzoli. E l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba dovrà individuare entro 30 giorni nuove risorse umane da destinare ai «servizi democrafici» per scacciare lo spettro del «part-time» per i servizi al cittadino.

L’ultimatum del personale

La scadenza è stata fissata direttamente dai dipendenti comunali, all’indomani di un incontro con l’assessore con delega ai servizi demografici Gennaro Granato e con i rappresentanti delle varie sigle sindacali. Un summit per rappresentare a viva voce «le note criticità evidenziate ripetutamente e senza riscontro di sorta – si legge all’interno della missiva inviata allo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio e al segretario generale Pasquale Incarnato – relative al funzionamento delle attività di competenza dell’unità operativa servizi demografici». Attività di competenza messe a dura prova dall’emorragia di personale – sia dovuta a pensionamenti sia dovuta alla fuga determinata da Quota Cento – in particolare presso l’ufficio di stato civile e l’ufficio anagrafe. Aspetti ribaditi durante il confronto con l’esponente della giunta di palazzo Baronale, concluso con un ultimatum chiaro e netto: «Nel termine di 30 giorni decorrenti dalla data odierna – l’ultimatum dei 15 firmatari della lettera inviata al primo cittadino – dovranno essere assegnate nuove risorse umane, fatta salva la volontà peraltro già formalizzata di rinunciare alle deleghe conferite dal sindaco per i servizi di competenza statale». Come a dire: senza i necessari rinforzi, saremo costretti a sventolare bandiera bianca.

L’ipotesi part-time

Sul fronte dei servizi al cittadino, invece, potrebbe a breve diventare realtà lo spettro del «taglio delle ore». è in corso di formalizzazione, infatti, la proposta di provvedere – come comunicato sempre durante l’incontro con l’assessore Gennaro Granato e i sindacati di categoria – alla riduzione dei giorni di apertura al pubblico «al fine di permettere lo svolgimento di attività di back office per evitare di incorrere in responsabilità amministrativa per l’eventuale mancato rispetto dei termini di assolvimento dei propri compiti d’ufficio». In pratica: vista l’eterna «rincorsa» al pubblico agli sportelli, gli impiegati non avrebbero il tempo necessario per archiviare correttamente tutte le procedure. Con inevitabili rallentamenti dell’ufficio.

Il mistero della formazione

Infine, resta in stand-by la questione – già sollevata tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 – relativa all’obbligo di formazione del personale, un obbligo fino a oggi disinvoltamente «ignorato» dai vertici della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni del giugno 2018.

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