Tiziano Valle

La camorra dei fiori. Sequestrata la ditta del clan Cesarano

Tiziano Valle,  

La camorra dei fiori. Sequestrata la ditta del clan Cesarano

CASTELLAMMARE DI STABIA – Il mercato dei fiori per decenni è stato organizzato così: il grossista commissionava il il trasporto delle merci – ad esempio dall’Olanda – all’autotrasportatore, quando il carico arrivava a Pompei, un “facchino” provvedeva a scaricare le pedane nei vari capannoni. Il grossista pagava 130 euro per ogni spazio (due pedane) occupato nel tir e 5 euro per ogni carrello scaricato.

Dal 2014 è cambiato tutto, perché è spuntata dal nulla la Engy Service srl, una società di via Pioppaino a Castellammare di Stabia, che si è posta come agenzia intermediaria di trasporti. Il grossista che vuole commissionare il trasporto di merci può rivolgersi a questa ditta che gira i carichi agli autotrasportatori. Un’attività di intermediazione che prevede anche un aumento dei costi: perché la Engy Service chiede 20 euro per ogni spazio e il grossista è costretto a sborsarne 150 invece che 130. Non è tutto perché la società in pochissimo tempo è riuscita a prendere anche il controllo delle opere di facchinaggio. Come una ditta nata pochi anni fa sia riuscita a cambiare l’organizzazione di un mercato dall’antichissima tradizione è spiegato nelle circa 800 pagine dell’ordinanza, firmata dal gip Emilia Di Palma, che nel maggio 2019 ha smantellato il clan Cesarano.

Da quell’inchiesta condotta dalla compagnia della guardia di finanza di Castellammare di Stabia e dal nucleo investigativo dei carabinieri di Torre Annunziata scaturisce il sequestro preventivo della Engy Service eseguito nella giornata di ieri dalle fiamme gialle agli ordini del colonnello Agostino Tortora e del capitano Salvatore Della Corte. I finanzieri hanno sequestrato le quote societarie dell’azienda intestata ad Antonio Martone e gestita da Giovanni Esposito, entrambi cognati del boss Luigi Di Martino (recluso al 41 bis) e tuttora detenuti. Sotto chiave sono finite anche le sedi, le attrezzature e i tir della Engy Service, considerata la ditta della camorra. L’inchiesta Secondo l’accusa, la Engy Service srl è l’idea partorita da Luigi Di Martino, alias ‘o profeta, per prendere il monopolio dei trasporti dall’Olanda all’Italia.

La società è intestata ad Antonio Martone, cognato del boss, che ha preso il controllo anche delle opere di facchinaggio. Ed è formalmente gestita da Giovanni Esposito, altro cognato di Di Martino. Nell’ordinanza dello scorso maggio il gip sosteneva che si trattasse «di una situazione di inquinamento ambientale e dell’economia del territorio».

Una ricostruzione possibile grazie all’inchiesta condotta dalla Procura Antimafia. E’ il 2015 quando in molteplici intercettazioni – anche tra persone che apparentemente non hanno alcun collegamento – infatti si fa riferimento “alla ditta del Profeta”, “l’agenzia della gang”. Questo spinge gli investigatori a concentrare le attenzioni su quella società che in pochissimo tempo è riuscita a conquistare il monopolio dei trasporti nel mercato dei fiori di Pompei. Una ditta che si è inserita e velocemente è riuscita a scardinare un’organizzazione decennale. Dall’inchiesta emerge che la società in appena sei mesi (da luglio a dicembre 2015) è riuscita a conseguire ricavi pari a 65mila euro.

Mentre nel 2016 addirittura sono lievitati fino a un milione di euro. Conti considerati sospetti da parte degli investigatori che nel 2018 chiedono una perizia contabile, dalla quale spunta fuori che la società mette a bilancio appena 18mila euro per il costo del personale, ma ha un utile netto di 6mila euro, perché spende quasi 990mila euro in materie prime. Che per una società che fa intermediazione è un’enormità. Tra l’altro, per effetto immediato dell’avvento della Engy Service nel mercato dei fiori alcune storiche società di autotrasporto hanno visto dimezzare i loro affari.

Una vicenda inquietante d’inquinamento dell’economia reale, perché tra le righe dell’ordinanza, si leggono storie di imprenditori costretti a prendere i loro dipendenti e andare a lavorare altrove o ancora persone costrette a scendere a patti con la camorra per non rischiare di fallire. Mentre chi non s’è piegato al nuovo sistema è stato anche vittima di pestaggi. Un clima di terrore che per anni ha permesso alla Engy Service srl – la ditta del clan – di guadagnare 720 euro per ogni autotreno in entrata o in uscita dal mercato dei fiori di Pompei.

Un business continuato anche dopo gli arresti dello scorso maggio, ma al quale hanno messo fine ieri le forze dell’ordine che hanno eseguito il sequestro preventivo della società, ora gestita da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale