Andrea Ripa

Pista ciclabile, nuovo inizio. Il secondo patto sindaci-Rfi

Andrea Ripa,  

Pista ciclabile, nuovo inizio. Il secondo patto sindaci-Rfi

La revoca dell’appalto alle ditte che s’erano aggiudicate la maxi gara da 9 milioni di euro per la realizzazione della più grande pista ciclabile del Mezzogiorno d’Italia, stabilita dal tribunale amministrativo regionale soltanto alcuni giorni fa, e l’assegnazione a una nuova azienda dei lavori previsti dal programma siglato nell’estate del 2017, ha rappresentato la prima svolta per la realizzazione di un’opera rivoluzionaria e impantanata tra i faldoni conservati negli uffici dei Comuni e nell’immobilismo giudiziario in cui ha rischiato di rimanere impigliata.

Ora, a pochi giorni dalla decisione dei giudici del Tar Campania di affidare il costoso restyling a una nuova azienda, c’è un altro passo fondamentale che avvicina ancora di più l’apertura dei cantieri – salvo ulteriori ricorsi e aperture di ulteriori fascicoli da parte di magistrati -: la firma dei sindaci, per la seconda volta, dell’accordo da sottoscrivere con la Rete Ferroviaria Italiana per l’utilizzo in comodato d’uso gratuito dei binari dismessi della tratta Torre-Cancello, lungo cui dovrà essere realizzata la pista ciclabile che collegherà l’hinterland vesuviano con la fascia costiera. Gli amministratori di San Giuseppe Vesuviano (ente capofila), Terzigno, Boscoreale e Torre Annunziata nei prossimi giorni poi firmeranno il contratto che rappresenterà, forse, l’ultimo passo verso l’apertura dei cantieri ora prevista tra la primavera e l’estate di quest’anno.

Il progetto non prevede soltanto la cancellazione delle enormi discariche nate a ridosso dei binari che attraversano i 4 comuni del Vesuviano, ma una rigenerazione urbana di tutto il tratto ferroviario interessato dai lavori. Un’opera destinata a entrare nel vivo dopo l’immobilismo degli ultimi mesi. A fine gennaio la decisione del tribunale amministrativo regionale della Campania.

Il maxi bando, inizialmente affidato alla Costruzioni Generali Sud e Viva Antonio Marrone, sarà espletato dal Consorzio Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro Ciro Menotti che aveva chiamato in causa i giudici del Tar per “anomalie” riscontrate in fase di gara. Anomalie accertate anche dai magistrati che nella sentenza ribaltano quanto avevano deciso i funzionari della com- missione di gara, assegnando alla ditta seconda in classifica l’onere di effettuare i lavori per la pista ciclabile che avrebbe dovuto unire il Vesuvio al mare lungo la tratta della ferrovia dimesse Torre-Cancello. «L’aggiudicazione disposta in favore della Costruzioni Generali deve essere annullata, con conseguente affidamento dell’appalto, salve le verifiche di legge al Consorzio Menotti, classificatosi al secondo posto della graduatoria», scrivono i magistrati nel provvedimento pronunciatosi soltanto alcuni giorni fa.

Nel provvedimento che ha “premiato” il ricorso del Consorzio Menotti i giudici hanno rilevato dichiarazioni «mendaci» da parte dell’azienda inizialmente individuata per effettuare i lavori in parola. In pratica la ditta Costruzioni Generali aveva omesso di dichiarare una precedente sanzione dell’autorità anticorruzione (Anac), ragione per la quale i magistrati del tribunale amministrativo della Campania hanno disposto la revoca dell’appalto. Procedure errate e contenziosi arrivati davanti al Tar hanno congelato l’opera in questi ultimi anni. E pensare che nell’accordo siglato nel luglio del 2017 tra 4 sindaci e la Regione Campania (ente che ha finanziato i lavori) il 2020 doveva essere l’anno della consegna alla comunità della pista ciclabile.