Alberto Dortucci

Gettoni e rimborsi, blitz in Comune: trema la casta di Torre del Greco

Alberto Dortucci,  

Gettoni e rimborsi, blitz in Comune: trema la casta di Torre del Greco

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Torre del Greco. Si sono presentati a palazzo Baronale alle 10 in punto, mentre al primo piano del municipio erano in corso le «solite» riunioni delle commissioni consiliari. Sedute interrotte dall’improvviso arrivo di una dipendente comunale, tutta trafelata: «Mi dovete consegnare subito i registri», la perentoria richiesta dell’impiegata. E davanti agli sguardi interrogativi dei politici seduti intorno al tavolo, la donna ha aggiunto: «Ci sono i carabinieri, sono per loro». Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sull’ente di largo Plebiscito, stavolta finito sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata per i costi dei politici di maggioranza e opposizione.

Le spese della casta

Sì, perché al centro delle attenzioni dei militari dell’Arma della caserma Dante Iovino sono finiti i «libroni» utilizzati per segnare le presenze dei consiglieri comunali – a ogni firma corrisponde un gettone da 32,50 euro, fino al raggiungimento della somma massima mensile di 943,08 euro per ogni politico – e le liquidazioni di pagamento dei rimborsi riconosciuti alle ditte presso cui risultano assunti i «lavoratori» del municipio. Un vero e proprio salasso per le casse del Comune, come dimostrano i 16.616 euro cacciati a novembre e i 15.219 euro sborsati a dicembre. Somme da record – complice un’apposita modifica al regolamento, grazie a cui è stata introdotta la possibilità di cumulare gettoni durante la stessa giornata – grazie a cui gli stacanovisti delle commissioni consiliari sono riusciti a portare a casa (come dimostrano i numeri in calce a ogni foto) fino a 1.886,16 euro lordi in due mesi.

Il novembre da incubo

I carabinieri arrivati in municipio hanno puntato direttamente ai verbali messi nero su bianco a partire dal primo novembre 2019. Un dettaglio non ininfluente, perché restringerebbe il campo delle indagini agli ultimi tre mesi. D’altronde, il mese di novembre era stato caratterizzato da tensioni e veleni all’interno della squadra di governo cittadino fino alle dimissioni a sorpresa del presidente del consiglio comunale Felice Gaglione. Sempre a novembre, poi, era scoppiato il caso dei «tempi di percorrenza» riconosciuti ai politici-lavoratori per i trasferimenti dal Comune all’ufficio e viceversa. Tutti atti e documenti sequestrati o fotocopiati dagli investigatori e ora a disposizione della procura di Torre Annunziata. Prima di lasciare palazzo Baronale, i carabinieri non hanno mancato di dare una «sbirciata» al computer in uso alla segreteria della presidenza del consiglio comunale, evidentemente a caccia di file «utili» alle indagini.

La serenità del sindaco

Mentre i consiglieri comunali si sono chiusi in uno stretto riserbo in attesa di capire gli sviluppi della vicenda, il sindaco Giovanni Palomba non si nasconde dietro un dito. Anzi. «Credo si tratti di controlli di routine perché, come mi dicevano, sono stati effettuati presso diversi enti comunali – spiega lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio -. In ogni caso, siamo sereni: le verifiche potranno accertare la legittimità del lavoro portato avanti dagli esponenti di maggioranza e opposizione. Abbiamo massima fiducia nel lavoro degli investigatori». Ma su palazzo Baronale, intanto, si allungano nuove ombre dopo lo scandalo legato all’inchiesta sul voto di scambio.

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