Torre del Greco, il doppio senso «dimenticato» da Palomba. Il rione: «Solo chiacchiere, qui rischiamo la vita»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il doppio senso «dimenticato» da Palomba. Il rione: «Solo chiacchiere, qui rischiamo la vita»

Torre del Greco. Il day after al drammatico incidente in via Purgatorio si consuma tra la caccia alle notizie relative alle condizioni di salute dall’anziana travolta da una Fiat Punto e la rabbia per una «tragedia annunciata». E sul banco degli imputati, come accaduto decine di volte durante i suoi primi venti mesi di governo cittadino, finisce nuovamente il sindaco Giovanni Palomba. Accusato di avere «dimenticato» le promesse elettorali legate al ripristino del doppio senso di marcia tra via Nazionale e viale Campania – un cavallo di battaglia della lista civica «La Svolta» di Ciro Piccirillo, pronto a puntare proprio sul tema della viabilità per «promuovere» la scalata dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio – e di trascurare l’emergenza-sicurezza in periferia.

La donna resta grave

A 24 ore dal terribile impatto avvenuto all’altezza di Villa del Cardinale, la vittima dello schianto resta ricoverata in rianimazione all’Ospedale del Mare di Napoli: preoccupa, in particolare, il trauma cranico riportato da A.D.G. – sbalzata sul cofano dell’utilitaria e finita contro il parabrezza, sfondato con una testata – e i medici del nosocomio di via Marittima non hanno sciolto la prognosi per la settantottenne. Sul fronte investigativo, invece, si attendono gli esiti degli accertamenti sullo smartphone sequestrato al conducente della Fiat Punto per verificare se fosse al cellulare al momento dell’incidente: A.L.  non è risultato positivo all’alcol-test e al narco-test e l’unica spiegazione per la «distrazione fatale» potrebbe, appunto, essere stata l’utilizzo del telefonino.

Le accuse a Palomba

In attesa di notizie dall’Ospedale del Mare, intanto, divampano le polemiche a Sant’Antonio per il mancato ripristino del doppio senso di marcia promesso da Giovanni Palomba in vista della corsa alle urne di metà giugno 2018. La rivoluzione della viabilità tra la periferia e il centro storico doveva essere – attraverso l’addio alla maxi-rotatoria voluta dall’ex sindaco Ciro Borriello – il primo atto della carovana del buongoverno guidata dal mobiliere di via monsignor Felice Romano. E, non a caso, già all’indomani dello sbarco a palazzo Baronale il primo cittadino aveva immediatamente «allertato» il comandante della polizia municipale Salvatore Visone per avviare le procedure necessarie al «cambiamento» annunciato alla vigilia del voto. Ma – a dispetto delle sollecitazioni di vari alleati –  il sogno del ripristino del piano-traffico cancellato a ottobre del 2009 resta chiuso in un cassetto. Per la rabbia di commercianti e abitanti del quartiere: «Qui ogni giorno rischiamo la vita, perché il senso unico di marcia “spinge” gli automobilisti a correre come se fossero in un circuito – raccontano alcuni abitanti di via Nazionale – E attraversare diventa sempre un pericolo». Non a caso, A.D.G. è stata investita da un’auto sopraggiunta a forte velocità lungo la seconda corsia dopo avere «superato» la metà della carreggiata. Ma i problemi non riguardano solo la sicurezza. Il doppio senso di marcia potrebbe favorire – la storica teoria degli abitanti della zona – il rilancio del commercio in un rione diventato solo di passaggio. «Ma il sindaco ignora i nostri problemi – concludono i titolari di alcuni negozi di via Alcide De Gasperi – perché qui è venuto in solo durante la campagna elettorale. Poi è sparito». Un’accusa, d’altronde, valida non solo – come dimostrano i «risultati» sul fronte della raccolta dei rifiuti, solo per citare un esempio – a Sant’Antonio e dintorni.

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