Tiziano Valle

Castellammare. Parmalat ritira la licenza, 39 operai senza lavoro

Tiziano Valle,  

Castellammare. Parmalat ritira la licenza, 39 operai senza lavoro

CASTELLAMMARE DI STABIA – Revoca ad horas della concessione Parmalat e stop ai rapporti commerciali con la società Cil (Commercio Industria Latte) della famiglia Greco. La decisione è arrivata direttamente dallo studio legale della multinazionale francese Lactalis, che ha deciso di chiudere i ponti con l’azienda di Castellammare di Stabia, a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli – su richiesta della Procura Antimafia – nei confronti di Adolfo Greco.

L’imprenditore è accusato, assieme a due dirigenti Parmalat, che sono stati sospesi, di aver favorito una società riconducibile al clan dei Casalesi. Le indagini La vicenda ruota attorno alle indagini che da oltre un decennio gli investigatori stanno conducendo sulla Euromilk, azienda confiscata alla famiglia Capaldo perché riconducibile alla cosca dei Casalesi.

La società – come già emerso in precedenti inchieste – riuscì ad acquisire il monopolio della commercializzazione del latte nella provincia di Caserta, mediante minacce agli allora vertici della Parmalat che furono addirittura sequestrati all’interno di uno stabilimento prima di firmare l’accordo di fornitura della merce. Una vicenda che, in passato, ha portato anche ad arresti eccellenti oltre che al sequestro della stessa società.

Nonostante il provvedimento, la famiglia Capaldo cercò altre strade per continuare a gestire il business. E nel 2013 – secondo la Dda – arrivò a rivolgersi ad Adolfo Greco, l’imprenditore che da decenni è impegnato proprio nella commercializzazione del latte e di altri prodotti alimentari nell’area stabiese e del vesuviano. Gli investigatori hanno ricostruito due incontri, avvenuti a Castellammare di Stabia e in penisola sorrentina, ai quali hanno partecipato anche i funzionari della Parmalat.

Questi ultimi, secondo le accuse, si sarebbero attivati per garantire che alle società intestate a Giuseppe Petito e Teresa Zazzaro venisse affidata la commercializzazione dei prodotti del noto marchio. Per garantire la prosecuzione dell’attività, nonostante il sequestro dell’azienda, i Capaldo hanno fondato una cooperativa – poi trasformata in srl (società a responsabilità limitata) – nella quale sono transitati tutti gli accordi sottoscritti tra la Euromilk e la Parmalat. La revoca Da questa vicenda, tuttora oggetto d’indagine, è scaturita la decisione della Lactalis, che ha colto di sorpresa i vertici della Cil che nella giornata di ieri non hanno voluto commentare, anticipando però comunicazioni ufficiali nei prossimi giorni.

L’azienda di Castellammare di Stabia, chiaramente, sta affrontando la questione assieme ai propri legali che avrebbero già avviato uno scambio di pec con i colleghi francesi. Diversi gli aspetti da approfondire, a partire dal contratto che lega la Cil al marchio Parmalat da oltre 25 anni. L’obiettivo dell’azienda di Castellammare – stando a quanto filtra da via Napoli – sarebbe quello di trovare una soluzione, quantomeno per tutelare i livelli occupazionali.

Il sindaco: «Tutelare i livelli occupazionali»

«Si tratta di una vicenda che riguarda una società privata e per la quale c’è un’inchiesta della magistratura in corso. Ma recepisco la preoccupazione dei lavoratori e chiederò al Prefetto di porre attenzione alla tutela dei livelli occupazionali». Questo, in sintesi, il pensiero del sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino. Una rappresentanza di lavoratori della Cil, nella giornata di ieri, hanno atteso il primo cittadino all’arrivo a Palazzo Farnese per chiedere un intervento delle istituzioni, affinché si possano preservare i posti di lavoro. Il sindaco ha spiegato che si tratta di una vicenda di un’azienda privata, sulla quale ovviamente l’amministrazione comunale non può nulla. L’unica iniziativa possibile è quella di scrivere al Prefetto per rappresentare l’opportunità di prestare attenzione al rischio di perdita di posti di lavoro sul territorio. Una situazione che – secondo quanto auspicato dai lavoratori – potrebbe essere superato bypassando i rapporti commerciali tra la Parmalat e l’azienda Cil. Una vicenda che tra l’altro mette a rischio anche i 7 dipendenti della Eurodep Service di Pozzuoli, operante nella distribuzione del latte nell’area flegrea