Trecase. Viaggi, truffe e poi la fuga: la versione di SylvaMala

Salvatore Piro,  

Trecase. Viaggi, truffe e poi la fuga: la versione di SylvaMala

Giallo “SylvaMala”, inizia il duello tra i viaggiatori che hanno denunciato l’agente di viaggio e i difensori di Renato Scognamiglio. La difesa del titolare dell’agenzia di viaggi di Trecase che avrebbe truffato sette clienti incassando migliaia di euro per vacanze all’estero passa infatti al contrattacco. «Da una prima ricognizione dei documenti e dei bonifici, regolarmente effettuati da Renato Scognamiglio ai tour operator incaricati poi di perfezionare i pacchetti vacanze per almeno due clienti che si erano rivolti al nostro assistito – dichiarano gli avvocati Domenico Leo e Arturo Panariello, legali di Scognamiglio, – sono emerse evidenti contraddizioni nel racconto dei denuncianti». E’ per questo che gli avvocati di Renato Scognamiglio, rientrato in città a metà gennaio dopo una denuncia di scomparsa presentata il 25 dicembre scorso da sua madre ai carabinieri della stazione di Trecase, a loro volta preannunciano delle querele per diffamazione. Nel mirino della difesa è finita specialmente la ricostruzione della presunta truffa, fatta il 13 gennaio scorso in diretta tv e dinanzi alle telecamere di  Raitre, da due clienti dell’agenzia “SylvaMala – Viaggi e Turismo” di via Nuova Cirillo. Entrambi sono residenti a Torre Annunziata. «Nel corso della trasmissione tv i consumatori interpellati hanno dichiarato circostanze non veritiere» la linea difensiva degli avvocati di Renato Scognamiglio. Due querele, nel frattempo, sono già state ritirate. E i legali di Scognamiglio pensano di poter incidere anche sulle altre denunce. «E’ falso» rimarcano i legali di Renato Scognamiglio. Che, carte alla mano confermano la prenotazione e il bonifico effettuato per quel viaggio, il 16 dicembre scorso, e regolarmente partito dall’agenzia “SylvaMala” di Trecase per il volo e la sistemazione in hotel. Così come non vera – secondo la difesa – risulterebbe la ricostruzione della vicenda, fornita sempre alla Rai da una donna che, rivoltasi all’agenzia “SylvaMala” per una vacanza a Sharm el Sheikh da trascorrere in compagnia di una sua amica, inoltre in cattivo stato di salute, dinanzi alle telecamere Rai dichiarò che la improvvisa “fuga” all’estero di Renato Scognamiglio le avrebbe fatto complessivamente perdere circa duemila euro. Ma le cose, secondo il difensore, sarebbero andate diversamente. «I voucher, dopo il bonifico istantaneo effettuato il 23 dicembre dall’agenzia al tour operator – chiariscono al riguardo gli avvocati – erano già disponibili presso la sede di Trecase a partire dalla vigilia di Natale». Sarebbe stata invece la cliente, a rinunciare per sempre al viaggio. E tutto dopo essere «stata contattata via telefono, anche il 26 dicembre, dalle due operatrici dell’agenzia, incaricate dal nostro assistito per il disbrigo delle pratiche quotidiane durante il suo periodo di assenza» spiega ancora la difesa di Renato Scognamiglio. Avvocati che ribattono, duramente e carte alla mano, pure alle affermazioni di  Ivana Jelinic, presidente di Fiavet Italia, la Federazione Associazioni Imprese Viaggi e Turismo: «L’agenzia SylvaMala – secondo la Jelinic non aveva i requisiti per operare sul mercato. Non era associata alla Federazione e non aveva costituito un fondo di garanzia a tutela dei clienti». Ma 22 anni fa, quando fu fondata l’agenzia di viaggi di Trecase, quel fondo non esisteva ancora. Per ottenere la licenza, la “SylvaMala” avrebbe invece dovuto versare una cauzione in Regione Campania. Cauzione effettivamente versata da Renato Scognamiglio il 25 maggio del 1998. Perché però l’agente di viaggio sia sparito per settimane, questo ancora non è chiaro. Se siano due sole o sette le situazioni non ancora chiarite, almeno davanti alla legge e alle indagini non cambia di molto la difficile posizione dell’imprenditore vesuviano.        ©riproduzione riservata