C’è l’Italbasket a Napoli dopo mezzo secolo

Gianluigi Noviello,  

C’è l’Italbasket a Napoli dopo mezzo secolo

Un’attesa lunga ben 51 anni: era infatti dal lontano 1969 che l’Italbasket non giocava una gara ufficiale all’ombra del Vesuvio e lo farà il prossimo giovedì 20 febbraio, quando sul parquet del rinnovato Pala Barbuto i ragazzi di coach Meo Sacchetti sfideranno la Russia nella prima giornata del Girone B di qualificazione agli Europei del 2021 che vedono gli azzurri già qualificati in quanto uno dei Paesi organizzatori: ma quello di Fuorigrotta sarà comunque un appuntamento importante che sancisce il ritorno del capoluogo campano nella pallacanestro che conta a livello nazionale, complice anche la solidità dimostrata nel corso di questo biennio dalla proprietà della Generazione Vincente Napoli Basket – in lotta per conquistare in extremis un posto nei play off di Legadue – e la nuova piena funzionalità del Pala Barbuto, rimesso a nuovo dopo le Universiadi e con una capienza di oltre 5 mila posti. “E’ un grande onore ritrovare la Nazionale dopo oltre mezzo secolo – spiega il Presidente del Comitato Regionale Campano Manfredo Fucile – ringraziamo il Presidente Federale Giovanni Petrucci che ha scelto di essere capo delegazione in questa occasione, dimostrando il grande attaccamento alla nostra città, premiando un grande lavoro di squadra svolto in sinergia con il Napoli Basket, il Comune di Napoli ed il Comitato Regionale che consentirà di far vivere agli appassionati una tre giorni importante con i migliori talenti nazionali sul parquet del Pala Barbuto”.

E saranno quattro giorni densi di appuntamenti per gli azzurri, che si ritroveranno ad ora di pranzo all’Hotel Excelsior, scelto per il raduno e la permanenza in città, per poi svolgere la prima seduta di allenamento già oggi pomeriggio alle ore 17:30. Martedì e mercoledì invece due doppie sedute, con quelle pomeridiane aperte al pubblico che ha già mostrato grande interesse per la sfida di giovedì sera (palla a due ore 20:30 con diretta televisiva su Sky Sport) riempiendo gli spalti dell’impianto flegreo. “Le Universiadi hanno fatto capire a tutti che la Campania ha fame di pallacanestro – prosegue Fucile – ci auguriamo di poter ospitare in futuro anche altri eventi, magari con la nazionale femminile e le rappresentative giovanili”. Un successo preventivato che magari può essere ripetuto negli altri capoluoghi di provincia: “Il Pala Maggiò a Caserta ed il Pala Del Mauro di Avellino sono già impianti di grande livello che ospitano già eventi di carattere nazionale ed internazionale – spiega il numero uno del comitato regionale – ma in regione abbiamo recuperato anche altre strutture come il Pala Tedeschi di Benevento, il Pala Sele di Eboli, il Pala Mangano di Scafati ed il Pala Casoria che hanno caratteristiche tali da poter ospitare manifestazioni di livello sia nazionale che internazionale”.

Un fermento importante sia in campo maschile che femminile con ben 9 squadre impegnate nei campionati nazionali, anche se manca il sapore della Serie A in campo maschile, con Avellino esclusa la scorsa estate e con Caserta e Napoli a lottare in Legadue per ritornare ai vertici: “Non è facile oggi essere presente a grandi livelli senza un impianto funzionale ed una buona organizzazione di base – conclude Fucile – ma devo dire che per quanto riguarda il Napoli Basket mi sento di essere fiducioso visti i risultati ottenuti finora in campo agonistico ma soprattutto considerando la solidità, la passione e l’entusiasmo mostrato dai vertici societari, tra i primi ad avanzare la candidatura per il ritorno della Nazionale maggiore in città dopo tantissimi anni di assenza”.