Sassanelli-Turris, legame indissolubile «C1 indimenticabile»

Bruno Galvan,  

Sassanelli-Turris, legame indissolubile «C1 indimenticabile»

Quando gli dici Turris, lui si emoziona parlando ancora come se ci giocasse. Per Gigi Sassanelli, Torre del Greco non sarà mai un ricordo banale: quattro anni e centoventi presenze, l’hanno reso un’icona di questo club insieme a Strino: “Enzo è stato e sarà sempre una parte di me. Ricordo il caffè e la sigaretta prima di farmi riscaldare in campo. Mi ha fatto capire cosa è la Turris per un torrese facendomi quasi da secondo padre. Era la mia guida, rifiutati tante offerte per restare sempre con lui. Ancora oggi ne vado fiero di questa scelta. Stringemmo un patto nell’ultimo anno: se lo portavo in C1 ci saremmo divisi. Fummo entrambi di parola”. Oggi l’ex ‘saracinesca corallina” fa parte dello staff tecnico di Liverani a Lecce.

Luiso vi tolse la C1 all’ultimo calcio di rigore.

“Colpimmo tre legni dal dischetto. Pasquale calciando colpì anche un po’ il terreno, la sfera mi passò a due centimetri dal piede. Fu l’emblema di quella stagione perché loro arrivarono allo spareggio vincendo all’ultimo secondo dell’ultima giornata a Trani mentre noi stavamo già festeggiando pensando fosse finita”

Se ti dico Izzillo al 92’ a Trapani?

“Stavamo per compiere una salvezza miracolosa. Giovanni sbagliò un pallone solo da spingere in rete. Se avesse fatto gol, saremmo rimasti in C1. Secondo me quel tiro pesò molto sulla sua carriera”

Si riparte dalla C2 con pochi soldi.

“Nonostante tutti i problemi, mister Esposito riuscì a compattarci. Diventammo un gruppo di ferro, non pensavamo ai soldi: eravamo innamorati del nostro lavoro”

Indimenticabile fu la doppia semifinale con il Catania. “Il ritiro pregara in Sicilia fu anomalo…”

Cioè?

“Alloggiammo in un ostello della gioventù zeppo di turisti! Sembrava di stare in vacanza, c’era un via vai pazzesco. Eravamo a tavola con gente comune, come fossimo in gita. Questo forse ci aiutò, arrivammo spensierati alla partita. Nello spogliatoio, prima del fischio d’inizio, Tarantino ci bagnò tutti con le bottiglie scatenando una mini guerra d’acqua”

La Turris fa 0-0 al Cibali, ma il ritorno fu polemico.

“Volevano avvantaggiare il Catania. Ci dissero non si poteva giocare al Liguori per ordine pubblico poiché erano attesi 5mila etnei. Noi tutti non ci facemmo innervosire, mandammo però un messaggio ai rivali: “Decidete voi quando e dove giocare: tanto vinciamo”. Giocammo ad Avellino, c’erano appena mille tifosi ospiti”

La festa promozione con il Benevento.

“Al fischio finale mi sono voluto godere i tifosi ed Enzo (Strino ndr). Nei minuti finali sapemmo del malore del vice presidente ai nostri gol, fu un po’ come giocare su due campi. Quella festa C1 vale uno scudetto: sfatammo la maledizione spareggi”.

Nel viaggio di ritorno accadde qualcosa.

“Il pullman ci lasciò a piedi per un guasto! Esplodemmo di gioia alla notizia della sconfitta del Savoia nell’altra finale”

A Torre ti chiamavano ragno.

“Qualcuno diceva perché somigliavo molto a Cudicini. Questo soprannome nacque perchè amavo vestirmi tutto nero o grigio”

Sei stato uno dei più bersagliati quando giocavi contro Savoia e Juve Stabia.

“Era un inferno perché ero riconosciuto sempre come corallino. I cori mi caricavano, scherzando dicevo sempre ai miei compagni: ‘Tranquilli, me li voglio prendere tutti io gli